A cosa serve una tabella di consociazione degli ortaggi? E, soprattutto, come se ne crea una? Scopriamolo insieme nelle prossime righe!
Con il termine “ortaggio”, si identificano tutte le piante ortensi (coltivate nell’orto) e le loro parti commestibili, identificate come: radici, tubero, foglie e similari, usate prettamente per il consumo umano.
Si possono classificare in macrocategorie divise tra loro secondo le caratteristiche delle singole parti di pianta utili, che sono in grado di determinarne il loro scopo in cucina.
Schematicamente si possono trovare sul mercato:
- Ortaggi a fiore: broccoli, carciofi, cavolfiori, broccolini (di Bruxelles).
- Ortaggi a frutto: cetriolo, melanzane (tutte le varianti), peperoni, pomodori, zucchine.
- Ortaggi a seme: ceci, fagioli (di diverso colore e sapore), fave, lenticchie, piselli, soia.
- Ortaggi a foglia: bietola (biete), cicoria, lattuga, spinaci, insalata.
- Ortaggi con radice: barbabietola, carota, rapa, ravanello, sedano rapa (ibrido presente in natura).
- Ortaggi da fusto: asparagi, finocchi, sedano.
- Ortaggi con tubero: patata, patata dolce (variante americana).
- Ortaggi con bulbo: aglio, cipolla (sia rossa che bianca), porro, scalogno.
Indice
Quali sono però, quelli veramente utili per la nostra dieta?

Gli ortaggi, tutti, sono parte essenziale della nostra dieta e vanno integrati nei nostri pasti quanto più possibile
Ai fini di una corretta alimentazione, nessun ortaggio dovrebbe essere limitato e/o non consumato, dal momento che possiedono tutti macro e micronutrienti importantissimi per la nostra salute.
Quelli più usati nelle comuni diete però, sono:


