L’allevamento di coccinelle è un’ottima scelta sia in termini di rendita che in termini di strategia per il benessere delle tue colture. Si tratta, infatti, degli insetti utili in agricoltura più efficaci che esistano: un singolo esemplare adulto è in grado di consumare fino a cento afidi al giorno, e le sue larve ne divorano anche di più durante la fase di sviluppo. In un orto o in un frutteto con problemi ricorrenti di afidi neri o altri insetti fitofagi, avere una popolazione stabile di coccinelle significa ridurre drasticamente la necessità di trattamenti chimici o anche solo di rimedi naturali come il macerato di ortica o il sapone di Marsiglia.
Può, insomma, rivelarsi una pratica affidabile nella lotta biologica professionale e sta diventando sempre più interessante anche per chi gestisce piccole superfici agricole, orti familiari o serre. Capire come funziona, cosa serve e quali risultati aspettarsi è il primo passo per valutare se vale la pena.
Indice
Le specie da conoscere

Non tutte le coccinelle sono uguali e non tutte sono ugualmente utili in campo agricolo. Le due specie più rilevanti per chi vuole usarle in modo mirato sono la Coccinella septempunctata (la classica coccinella a sette punti, comune in tutta Europa) e la Harmonia axyridis (coccinella asiatica, introdotta in Europa come agente di controllo biologico e oggi molto diffusa anche allo stato selvatico).
La septempunctata è la scelta tradizionale: si nutre quasi esclusivamente di afidi, è ben adattata al clima italiano e si integra senza problemi negli ecosistemi locali. La Harmonia axyridis è più vorace e versatile perché si nutre di afidi ma anche di altri insetti di piccole dimensioni, ed è quella più usata negli allevamenti commerciali proprio per la sua produttività. Va però gestita con attenzione: essendo una specie aliena, può competere con le specie autoctone e in alcuni contesti è considerata invasiva.
Per chi vuole allevare coccinelle a scopo di lotta biologica controllata, la septempunctata rimane la scelta più consigliata in Italia, anche perché è più facilmente reperibile da fornitori specializzati e meno problematica dal punto di vista ecologico.
Come funziona l’allevamento di coccinelle in pratica
Allevare coccinelle non richiede grandi spazi né attrezzature complesse, ma richiede attenzione a tre elementi fondamentali: la preda (gli afidi o altro cibo), l’habitat e il controllo delle condizioni ambientali.
Il punto di partenza è sempre garantire una fonte alimentare adeguata. Le coccinelle non sopravvivono senza cibo, e nelle fasi in cui gli afidi scarseggiano in campo è necessario fornire loro una coltura-ospite su cui gli afidi siano presenti in quantità controllata. Nella pratica degli allevamenti professionali si usano spesso piante di favino, pisello o orzo coltivate appositamente come “reservoir” di afidi, tenute in ambienti separati per poi essere introdotte nelle gabbie di allevamento.
Le gabbie possono essere semplici strutture in rete (maglie molto fini per impedire la fuga degli adulti) o contenitori più elaborati con controllo di temperatura e umidità. Le condizioni ottimali per la riproduzione si aggirano attorno ai 20-25°C con umidità relativa del 60-70%. Sotto i 15°C le coccinelle entrano in diapausa (una sorta di letargo) e smettono di riprodursi; sopra i 30°C iniziano a soffrire.
Il ciclo biologico della coccinella si compone di quattro stadi: uovo, larva (che passa attraverso quattro fasi chiamate instar), pupa e adulto. Dall’uovo all’adulto passano in genere 3-4 settimane a temperatura ottimale. Le femmine depongono le uova in cluster sulle foglie, solitamente vicino a colonie di afidi. Le larve sono i principali agenti predatori: bruttine, di colore grigio-arancio con macchie gialle, vengono spesso scambiate per parassiti da chi non le conosce, ma è importante imparare a riconoscerle perché sono preziose quanto gli adulti.
Dove si acquistano le coccinelle e come si rilasciano in campo
Per chi non vuole costruire un vero e proprio allevamento ma vuole comunque sfruttare le coccinelle come strumento di difesa biologica, esiste la possibilità di acquistare adulti o larve da fornitori specializzati in lotta biologica. In Italia operano diverse aziende che vendono coccinelle vive sfuse o in confezioni da rilasciare direttamente in campo, in serra o in orto. I prezzi variano in base alla quantità e alla specie, ma anche piccoli lotti sono accessibili per chi gestisce superfici ridotte.
Il rilascio va fatto nelle ore serali o nelle prime ore del mattino, quando le temperature sono più basse e gli adulti sono meno propensi a volare via. Vanno collocate direttamente vicino alle colonie di afidi, sulle piante infestate, e non sparse a caso per la superficie. L’efficacia dipende molto dalla disponibilità di cibo: se gli afidi non sono presenti in quantità sufficiente, le coccinelle rilasciate migrano verso altri ambienti nel giro di pochi giorni.



