Come coltivare la patata: l’ortaggio più consumato dagli italiani

come coltivare la patata

Nel 2017, la patata è stata il primo ortaggio più consumato dagli italiani. Ma come si coltiva? In questo articolo ti spieghiamo proprio come coltivare la patata.

La patata

La patata (Solanum tuberosum) è una pianta originaria dell’America centrale e meridionale, dove si può trovare anche allo stato selvatico e che da sempre è considerato un prodotto basilare per l’alimentazione della popolazione locale.

Arrivò in Europa a metà del 1500, ma solo nel 1700 si diffuse ampiamente. I fattori che hanno favorito la coltivazione della patata sono stati la qualità delle proteine, la ricchezza in vitamina C e la quantità di carboidrati presenti nel tubero. La patata, infatti, è particolarmente apprezzata perché riesce a soddisfare meglio quelle caratteristiche che fino ad allora erano concesse solamente dai cereali.

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Situazione in Italia

Nel 2017, l’Italia ha raccolto ben 10 milioni e mezzo di quintali di patate (ISTAT, 2017). Le regioni più produttive sono state, in ordine, l’Emilia-Romagna (con più di 2 milioni di quintali), l’Abruzzo (con quasi 2 milioni), la Campania, il Veneto e la Calabria (con poco più di 1 milione).

Al momento la patata si trova al primo posto tra gli ortaggi consumati dagli italiani, soprattutto tal quale. La trasformazione, infatti, come prodotto congelato (tipo pronto da friggere), è prevalentemente realizzata nei paesi del Centro-Europa.

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Esigenze ambientali

Per quanto riguarda le temperature, la patata germoglia solo dai 14 °C in su. A temperature intorno ai 6-8 °C la vegetazione si blocca. A -2 °C, invece, la pianta muore. Le temperature ottimali per la crescita e la maturazione si trovano intorno ai 18-20 °C. Le temperature troppo alte, però, possono ridurre fortemente l’assimilazione di nutrienti, specialmente oltre i 30 °C.

È fondamentale quindi tenere conto di queste temperature per capire come coltivare la patata. Devi stare attento anche ai ritorni di freddo in primavera: possono causare danni economici onerosi alla tua coltivazione.

Per quanto riguarda l’irrigazione, la patata ha esigenze molto elevate. La stima del fabbisogno idrico si aggira intorno ai 430 mm d’acqua durante tutto il periodo della coltivazione. Nelle regioni mediterranee, le riserve d’acqua del terreno e le piogge che cadono durante l’estate sono inferiori ai fabbisogni idrici di questa coltura. Per tale motivo, è bene soddisfare le nostre patate con un ottimo piano di irrigazione.

Il terreno ideale per la patata è quello siliceo o siliceo-argilloso, leggermente acido (pH 6,5), profondo, ben strutturato e soprattutto sciolto. Essendo un tubero, infatti, la patata ha bisogno di terreni leggeri che le permettano di crescere e di terreni in cui non si possa creare ristagno idrico (come la carota e il finocchio).

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Come coltivare la patata

Il terreno su cui vuoi coltivare la patata deve essere preparato con attenzione. Innanzitutto, bisogna eseguire un’aratura profonda circa 40-50 cm. Prima della semina, è bene effettuare anche più di una estirpatura profonda e soprattutto un’energica erpicatura, in modo da rompere le zolle più grossolane e rendere il terreno più fine. Queste operazioni possono essere fatte a fine inverno, così da permettere al gelo di creare un’ottima struttura del terreno.

Per sapere come coltivare la patata è indispensabile parlare anche della concimazione. Questa è molto importante se si vuole ottenere patate grandi e di ottima qualità. Per produrre 1 quintale di patate, devono essere considerati i seguenti valori:

  • 4 Kg di Azoto
  • 1,5 Kg di Fosforo (P2O5)
  • 6 Kg di Potassio (K2O)

Il periodo migliore per piantare le patate è quello in cui sei certo che non possano più arrivare i geli tardivi, i quali danneggerebbero i tuberi. La temperatura del terreno, quindi, deve essere almeno di 8-10 °C. Queste condizioni si riescono ad avere in periodi differenti, a seconda della zona d’Italia in cui ti trovi.

Una pratica agronomica da effettuare circa una volta a settimana è la rincalzatura. In passato, e tutt’oggi negli orti familiari, veniva eseguita con la zappa. Oggi giorno, invece, per le coltivazioni a pieno campo, si utilizzano macchinari appositi.

La rincalzatura è molto importante perché favorisce l’emissione di nuovi rizomi e di nuove radici nella parte interrata, l’assimilazione di nutrienti, la protezione dalla peronospora ed evita l’inverdimento dei tuberi. Tutto questo porta ad un aumento della produzione. La rincalzatura deve essere profonda 5-10 cm, se effettuata entro le 3 settimane dalla semina, circa 20 cm, se effettuata successivamente.

Dott. Francesco Giannetti

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Come coltivare la patata: l’ortaggio più consumato dagli italiani ultima modifica: 2017-12-25T09:49:38+00:00 da Francesco Giannetti

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