Come effettuare la pacciamatura. Ecco tutti i nostri consigli

pacciamatura

 

Il nome pacciamatura deriva dalla parola pacciame, che sta ad indicare  lo strato di foglie e piccoli rami o qualsiasi altro materiale organico che si accumula sotto i cespugli o alberi.

Questa tecnica agricola, definita appunto pacciamatura designa lo strato di materiale, principalmente organico che si mette sul terreno intorno al fusto delle piante o degli alberi. Di fatto molto spesso si dice che questa tecnica imita quello che accade realmente in natura, nei boschi ad esempio, quando le foglie cadono e si vanno a posizionare proprio ai piedi degli alberi. L’unico luogo di fatto dove non accade questo processo naturale è nel deserto dove non c’è alcun tipo di vegetazione.

È una delle pratiche più antiche, più utilizzate e semplici da realizzare e da sempre questa tecnica permette innanzitutto di far crescere al meglio le piante dell’orto o della nostra coltura.

La funzione della pacciamatura è plurima. Come prima cosa aiuta a tenere sotto controllo e a limitare le  erbe indesiderate ed infestanti. Il secondo punto chiave è quello di prevenire l’eccessiva evaporazione dell’acqua che potrebbe rendere il terreno molto asciutto, e quindi limitare anche le annaffiature, di fatto lo strato coprente costituisce una barriera fisica alla dispersione del vapore. La pacciamatura inoltre mantiene costante l’umidità del terreno (fattore da tenere sempre sotto controllo).

È importante effettuare nel migliore dei modi la pacciamatura, perché quest’ultima permette la protezione del suolo da eventuali erosioni dovute a piogge abbondanti o da eccessive annaffiature.

Un altro importante scopo della pacciamatura è quello di mantenere le radici superficiali della pianta a una temperatura più elevata nei mesi primaverili ed autunnali, mentre la mantiene più fresca d’estate, a giugno e ad agosto dove le temperature raggiungono picchi  elevati.

Anche per questo motivo la pacciamatura si differenzia molto rispetto a dove si trova il terreno. Di fatto, nelle zone del Nord dove ovviamente gli inverni sono più rigidi, questa tecnica aiuta le piante e le rispettive radici a proteggersi dal gelo, limitando così spiacevoli danni come la morte. In questo caso la pacciamatura funge proprio da isolante termico.

Da tenere bene in considerazione è il momento ideale per eseguire la pacciamatura che si colloca  a metà o a fine primavera, questo perché in questo periodo il terreno è ancora umido, ma non secco come nei mesi estivi.

MATERIALI UTILI PER LA PACCIAMATURA

Per effettuare una buona pacciamatura è possibile utilizzare materiali organici oppure materiali inorganici, in tutti e due i casi si avranno buoni risultati tenendo presente però che solamente quelli organici migliorano la capacità di trattenere l’acqua dal terreno,  e inoltre solamente questi ultimi riescono ad arricchire il terreno di nutrienti e sostante utili ed indispensabili per la pianta stessa.

Tra i materiali organici che possiamo utilizzare per effettuare la pacciamatura troviamo:

  • la paglia
  • foglie secche
  • la torba
  • erba di sfalcio
  • lo stallatico
  • i trucioli di legno
  • il compost
  • le scaglie di corteccia
  • le fibre di cocco

In particolar modo le foglie secche delle piante sono un ottimo materiale organico utilizzato per la pacciamatura, ma soprattutto sono  facilmente reperibili e non costano nulla.

È ottima cosa quindi, quando si effettua la pulizia del giardino nei mesi in cui cadono le foglie, non buttarle, ma conservarle poi per utilizzarle in questa tecnica, tenendo presente che vanno disposte in uno spessore di 5 o massimo 8 cm. Stessa cosa è possibile farla con l’erba, disponendola sempre con uno spesso di 5-8 cm. Mantenendo uno spessore simile è possibile posizionare la paglia, costituita dai fusti di grano ed orzo ad esempio.

Anche il compost che si ottiene dalla decomposizione di molti materiali organici è molto consigliato per effettuare un’ottima pacciamatura. Ad uno strato più spesso e nello specifico di 8-10 cm è possibile disporre le scaglie di corteccia come ad esempio, i trucioli.

Tra i materiali inorganici invece troviamo:

  • il tessuto non tessuto rivestito di uno strato di rame
  • tessuto in polipropilene verde
  • scaglie di pietra (marmo, granito)
  • il lapillo vulcanico
  • la ghiaia

Da tenere bene in considerazione è la differenza rispetto all’utilizzo dei materiali organici, di fatto in questi casi lo spessore non è più di 5-8 cm ma si passa a un minimo di 3 cm fino a un massimo di 5 cm.

Ovviamente utilizzando questi tipi di materiali è buona cosa sapere che durante i mesi freddi, invernali, oppure in alcune zone anche nei mesi autunnali, è opportuno sostituirli con quelli organici.

Molti agricoltori si affidano agli strati di tessuto non tessuto con il rame (reperibili in qualsiasi centro garden) per la loro pacciamatura, tenendo conto che il rame è molto utile perchè conserva umido il terreno e ha la funzione repellente contro tutti gli insetti che potrebbero infastidire la vita biologica della pianta.

La funzione invece dei tessuti di propilene è quella di essere resistente ai raggi ultravioletti e di impedire il passaggio di acqua, isolando quindi la zona e rendendola impermeabile .

Tutte le pietre impiegate per la pacciamatura come il marmo e il granito sono impiegate soprattutto per fini estetici ma hanno comunque la loro funzione soprattutto uniti ad altri materiali, e stessa cosa vale per la ghiaia, anch’essa consigliata per una buona pacciamatura.

Il lapillo vulcanico, (più complicato da reperire) è particolarmente utile in questo caso perchè mescolato ad altri materiali, come il terriccio ne migliora la permeabilità garantendo però al tempo stesso un drenaggio incessante. Questo materiale non deve essere posto ad uno spessore maggiore di 3 cm.

C’è da sottolineare che tutti questi materiali a differenza di quelli organici, sono sì facili da reperire, ma hanno un costo rispetto a quelli organici che si trovano invece a costo zero. Quindi non sono adatti per chi invece desidera lavorare la propria terra con materiali naturali e a coso zero.

Organici o non organici è importante utilizzare questi materiali per effettuare una corretta pacciamatura, utilissima ai fini della vita della pianta e perché no per abbellire al tempo stesso giardini e piccoli orti.

Come effettuare la pacciamatura. Ecco tutti i nostri consigli ultima modifica: 2017-09-18T17:54:56+00:00 da Nicole

Articoli correlati