Come coltivare i ravanelli: dalla semina alla raccolta

come coltivare i ravanelli

Stai cercando di sapere come coltivare i ravanelli? Questo articolo fa proprio al caso tuo. Seguendo i pochi suggerimenti che adesso ti vado ad elencare, potrai ottenere ottimi risultati e una resa eccellente. Caro amico/ di Noi Siamo Agricoltura, ecco come coltivare ravanelli.

Del Dott. Francesco Giannetti

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Il ravanello (Raphanus sativus, L. 1753)

Prima di vedere come coltivare ravanelli, come sempre diamo un occhio alla pianta in modo da conoscere le sue origini e quindi le sue necessità. Il ravanello è una pianta conosciuta già dagli antichi Egizi ma venne introdotta in Europa probabilmente dai Romani, che ne apprezzavano il gusto amarognolo della radice.

La sua coltivazione si diffuse ben presto in tutta l’Europa, anche se rimase sempre circoscritta a piccole superfici. Il consumo di questo ortaggio è sempre stato piuttosto limitato, anche se diffuso in diversi paesi, perché viene utilizzato prevalentemente per insaporire le insalate preparate con altre verdure. In Italia la coltivazione del ravanello, che è molto facile da effettuare, è praticata soprattutto negli orti familiari.

La parte della pianta utilizzata è la radice, che si presenta piuttosto ingrossata nella zona superiore e che affiora in parte dal terreno. La radice è caratterizzata da una colorazione esterna che va dal rosso vivo al bianco, mentre la parte interna carnosa è sempre bianca. La forma può essere sferica o allungata, a seconda della varietà.

Esigenze ambientali

La coltivazione del ravanello non richiede particolari esigenze climatiche, può essere praticata infatti in tutte le regioni italiane. Anche in montagna, fino a 1000 m di altitudine.

Il ravanello richiede, invece, per la sua coltivazione, particolari condizioni di terreno perché la radice fittonante dell’ortaggio non deve incontrare ostacoli per la sua crescita in profondità. Il suolo migliore per questa pianta, quindi, è sciolto o di medio impasto, piuttosto permeabile e con una limitata quantità di argilla. Il motivo è dovuto al fatto che i terreni argillosi tendono a formare ristagni d’acqua, che la pianta non tollera. Il pH ottimale dell’area coltivata va da 6 a 7,2, cioè neutro o leggermente acido.

Lavorazione del terreno

Per coltivare i ravanelli, non è necessario lavorare il terreno molto in profondità. Infatti, bastano 25-30 cm poiché quest’ortaggio ha un ciclo di coltivazione piuttosto breve e le sue radici non raggiungono un’elevata lunghezza. Prima della semina è necessario affinare il terreno, con una erpicatura, e pareggiarlo, con una buona rullatura. In molti casi è utile anche effettuare più di un passaggio.

Concimazione

La concimazione del ravanello si esegue normalmente appena prima della semina, insieme agli ultimi lavori di preparazione, che hanno così anche la funzione di interrare i concimi. Bisogna ricordarsi di non esagerare con l’azoto, poiché un eccesso di questo elemento può provocare la spaccatura delle radici. Possiamo usare il letame (ottimo è quello di cavallo) o un ottimo compost fatto in casa. In linea generale, comunque, si devono seguire i seguenti valori:

Quantità media di principio attivo necessaria per ogni metro quadro di terreno
Azoto (N): 10 g
Fosforo (P205): 9 g
Potassio (K2O): 7,5 g

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Come coltivare i ravanelli

La semina

La semina del ravanello è piuttosto fitta: si usano circa 150 semi per ogni metro quadro. Dato che sono molto piccoli, la profondità è limitata: bastano 10-15 mm. L’elevata densità di semina è necessaria per evitare che si creino troppi spazi vuoti tra le piante, dove possono crescere facilmente le erbacce.

Se si vogliono ottenere ravanelli per quasi tutto l’anno, è opportuno scaglionare questa operazione nel tempo ossia effettuare una semina scalare. Si può procedere come segue:

  1. Da metà gennaio fino alla fine di febbraio, si seminano le varietà più precoci in ambiente protetto. Si dispone una fila continua di semi in un contenitore non riscaldato, cioè in un letto freddo, in solchetti profondi circa 5 mm e distanti tra loro 15-20 cm.
  2. Dopo 2-3 settimane, quando le piantine hanno sviluppato 3-4 foglie e sono abbastanza grandi da poter essere prese in mano, si effettua il diradamento. Questa pratica consiste nell’eliminare le piantine più piccole e meno rigorose, lasciando così solo le migliori. Dopo il diradamento, le piantine dovrebbero essere distanti tra loro circa 10-15 cm.
  3. Dall’inizio di marzo a metà settembre, si possono interrare direttamente in pieno campo, alle distanze consigliate nella carta d’identità delle varietà scelte.

Nel caso si voglia seminare i ravanelli direttamente in orto o in pieno campo, è opportuno, subito dopo la semina, passare un rullo leggero sopra i solchi appena ricoperti. Questo perché i semi del ravanello sono molto piccoli e la profondità necessaria è limitata: la rullatura fa aderire bene la terra ai semi ed evita che questi si trovino allo scoperto.

I lavori da eseguire durante la coltivazione

Oltre al diradamento, i ravanelli richiedono ben poche lavorazioni durante la sua crescita. Occorre soprattutto effettuare periodiche sarchiature, in modo da eliminare le eventuali erbacce che si possono trovare nel campo e smuovere così il terreno in superficie, arieggiandolo parzialmente.

Irrigazione

L’irrigazione dei ravanelli è indispensabile, durante i mesi estivi, per combattere la siccità, assicurare così una buona crescita delle radici ed evitare anche che queste assumano un gusto troppo piccante. Bisogna ricordarsi di annaffiare frequentemente distribuendo però modeste quantità di acqua, poiché un eventuale eccesso può provocare la spaccatura delle radici.

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Raccolta

Ora che sai tutto su come coltivare ravanelli, vediamo come va effettuata la raccolta. I ravanelli vengono raccolti estirpando interamente le piante del terreno, a mano o aiutandosi con una paletta.

Si scelgono prima le piante che hanno raggiunto le dimensioni maggiori, lasciando nel terreno i ravanelli le cui radici non sono ancora ben sviluppate. Le varietà più precoci sono già mature 3 settimane dopo la semina. Le più tardive hanno un ciclo di coltivazione più lungo, non superiore comunque le 8 settimane.

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Come coltivare i ravanelli: dalla semina alla raccolta ultima modifica: 2018-03-07T11:21:20+00:00 da Francesco Giannetti

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