Come coltivare i ravanelli: dalla semina alla raccolta

come coltivare i ravanelli

Stai cercando di sapere come coltivare i ravanelli? Questo articolo fa proprio al caso tuo.

Seguendo i pochi suggerimenti che ti diamo potrai ottenere ottimi risultati e una resa eccellente.

Caro amico/ di Noi Siamo Agricoltura, ecco come coltivare ravanelli.

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Indice

Il ravanello (Raphanus sativus, L. 1753)

Prima di vedere come coltivare ravanelli, come sempre diamo un occhio alla pianta in modo da conoscere le sue origini e quindi le sue necessità. Il ravanello è una pianta conosciuta già dagli antichi Egizi ma venne introdotta in Europa probabilmente dai Romani, che ne apprezzavano il gusto amarognolo della radice.

La sua coltivazione si diffuse ben presto in tutta l’Europa, anche se rimase sempre circoscritta a piccole superfici. Il consumo di questo ortaggio è sempre stato piuttosto limitato, anche se diffuso in diversi paesi, perché viene utilizzato prevalentemente per insaporire le insalate preparate con altre verdure. In Italia la coltivazione del ravanello, che è molto facile da effettuare, è praticata soprattutto negli orti familiari.

La parte della pianta utilizzata è la radice, che si presenta piuttosto ingrossata nella zona superiore e che affiora in parte dal terreno. La radice è caratterizzata da una colorazione esterna che va dal rosso vivo al bianco, mentre la parte interna carnosa è sempre bianca. La forma può essere sferica o allungata, a seconda della varietà.

Esigenze ambientali

La coltivazione del ravanello non richiede particolari esigenze climatiche, può essere praticata infatti in tutte le regioni italiane. Anche in montagna, fino a 1000 m di altitudine.

Il ravanello richiede, invece, per la sua coltivazione, particolari condizioni di terreno perché la radice fittonante dell’ortaggio non deve incontrare ostacoli per la sua crescita in profondità. Il suolo migliore per questa pianta, quindi, è sciolto o di medio impasto, piuttosto permeabile e con una limitata quantità di argilla. Il motivo è dovuto al fatto che i terreni argillosi tendono a formare ristagni d’acqua, che la pianta non tollera. Il pH ottimale dell’area coltivata va da 6 a 7,2, cioè neutro o leggermente acido.

Lavorazione del terreno

Per coltivare i ravanelli, non è necessario lavorare il terreno molto in profondità. Infatti, bastano 25-30 cm poiché quest’ortaggio ha un ciclo di coltivazione piuttosto breve e le sue radici non raggiungono un’elevata lunghezza. Prima della semina è necessario affinare il terreno, con una erpicatura, e pareggiarlo, con una buona rullatura. In molti casi è utile anche effettuare più di un passaggio.

Concimazione

La concimazione del ravanello si esegue normalmente appena prima della semina, insieme agli ultimi lavori di preparazione, che hanno così anche la funzione di interrare i concimi. Bisogna ricordarsi di non esagerare con l’azoto, poiché un eccesso di questo elemento può provocare la spaccatura delle radici. Possiamo usare il letame (ottimo è quello di cavallo) o un ottimo compost fatto in casa. In linea generale, comunque, si devono seguire i seguenti valori:

Quantità media di principio attivo necessaria per ogni metro quadro di terreno
Azoto (N): 10 g
Fosforo (P205): 9 g
Potassio (K2O): 7,5 g