Le piante palustri carnivore stanno diventando sempre più popolari e molto amate dai bambini.
Inoltre si possono coltivare in vaso sui davanzali, in serre, in contenitori all’aperto e nel terrapieno del giardino adattandosi al design impostato sia tradizionale che contemporaneo.
In riferimento a queste piante palustri, vediamo di cosa si trattano e come si coltivano analizzando nel contempo la drosera in tutto il suo temibile splendore.
Indice
La relazione tra insetti e piante
Esiste un’intima relazione tra insetti e piante; infatti, nessuno potrebbe esistere senza l’altro.
Api, vespe e farfalle avvantaggiano le piante impollinando i loro fiori, mentre altre specie di insetti si nutrono succhiando linfa dal tessuto vegetale o divorandone alcune parti.
Tuttavia, in natura ci sono delle piante che mangiano insetti di vario genere compresi acari, cimici e occasionalmente piccoli animali come le rane.
Le piante palustri carnivore e non, tuttavia, non sopravvivono solo mangiando insetti e altre prede, bensì come tutte quelle verdi che contengono clorofilla attingono al cibo generato attraverso il processo di fotosintesi.
Cosa sono le piante palustri carnivore?
Le piante carnivore dal punto di vista botanico hanno diversi nomi; infatti, troviamo le Cephalotus, la Darlingtonia, la Dionaea e la Drosera, giusto per citarne alcune tra le più popolari.

La drosera in azione
Si tratta tra l’altro di un gruppo erbacee, perenni e sempreverdi che fioriscono in primavera.


