Api: tutti i segreti su come allevarle e diventare apicoltore

Sei sempre stato affascinato dalle api e stai pensando di intraprendere il mestiere dell’apicoltore?

Oggi parliamo proprio di come muovere i primi passi in questo mondo, impariamo a conoscere queste piccole forze della natura e capiamo come valorizzare i frutti del loro lavoro.

Ape a lavoro su un fiore

Apicoltura e il mestiere dell’apicoltore

L’apicoltura, ovvero l’allevamento delle api, è un’attività che viene praticata dall’uomo da almeno 12.000 anni e, a oggi, esistono molte ragioni per cui avvicinarsi a questa disciplina.

C’è chi vede nell’organizzazione di questi insetti qualcosa di affascinante e rende questa passione un vero e proprio hobby, c’è chi ricerca un’occasione dalla produzione di miele e c’è chi, invece, ne fa un vero e proprio strumento di salvaguardia della propria azienda agricola.

Le api, infatti, trasportano il polline da un fiore all’altro, dando il via al processo di impollinazione.

Risultano essenziali in natura proprio per questo loro compito: senza le api il trasporto del polline sarebbe molto più difficoltoso e renderebbe molto più complicato il processo riproduttivo delle piante, così come sarebbe impossibile ottenere gustosissimo e pregiatissimo miele.

Il lavoro dell’apicoltore comporta, sostanzialmente, la ricreazione delle perfette condizioni di vita delle api allo stato brado.

Colui che riuscirà a prendersi cura del proprio allevamento verrà premiato con prodotti pregiati e molto richiesti: miele, polline, cera d’api, pappa reale e propoli.

Per farlo al meglio, allora, vediamo qualche informazione in più su questi interessanti insetti.

Le api e la loro struttura sociale

Le api sono insetti sociali di 5-15mm e appartengono alla famiglia delle Apidae.

La varietà che troviamo in Italia e nel resto d’Europa è l’apis mellifera, che può essere facilmente addomesticata.

Le api sono insetti famosi per la loro elaboratissima struttura sociale: organizzate in colonie, migliaia e migliaia di api operaie lavorano per costruire il loro nido, l’alveare, per la raccolta e l’immagazzinamento di polline e nettare, il così detto bottinamento, e per l’allevamento e le covate delle larve.

Essere a conoscenza del comportamento sociale delle api e saperlo ricreare al meglio è un punto essenziale per ogni apicoltore.

L’ape regina

L’ape regina, come indica il nome, è la sovrana indiscussa e si occupa del futuro della specie.

Il suo compito principale è quello di deporre le uova contenenti le larve che andranno poi a popolare l’alveare.

La regina ha inoltre il dovere di disciplinare le attività dell’alveare, compito che svolge producendo particolari sostanze chimiche che regolano il comportamento delle api sottoposte.

Le api operaie

Le api operaie sono api femmine non in grado di riprodursi che si occupano dell’alveare in tutte le sue fasi, dalla costruzione alla pulizia e gestione interna.

Quando l’ape regina muore, sono le api operaie che eleggono la nuova reale: identificano tra loro un’erede al trono, a cui somministrano la famosa pappa reale rendendola fertile e pronta per la riproduzione.

I fuchi

I fuchi, ovvero i maschi, hanno un ruolo abbastanza marginale: non risiedono stabilmente nell’alveare, ma, tra la primavera e l’estate, vi si insediano per fecondare la regina.

Una volta svolto il loro compito, vengono scacciati dalle api operaie.

Un fatto interessante per l’apicoltore è proprio la natura passeggera del fuco: i fuchi e la regina che si accoppiano non appartengono mai allo stesso alveare.

L’unione di api di diverse provenienze, infatti, genererà esemplari più forti.

La vita delle api nell'alveare

 

Apicoltore alle prime armi: cosa serve per iniziare

Come qualsiasi forma di allevamento, anche le api avranno bisogno di un terreno in cui insediarsi.

Fortunatamente, date le loro dimensioni abbastanza contenute, non ci sarà bisogno di pascoli sconfinati, ma basteranno poche decine di metri quadrati.

L’investimento iniziale si aggira intorno a qualche centinaio di euro e prevede:

  • Tutto il necessario per costruire l’arnia
  • L’attrezzatura per salvaguardare l’incolumità dell’apicoltore
  • Alcune famiglie d’api
  • Il necessario per la lavorazione del miele

La casa per le tue api: l’arnia

L’arnia altro non è che il luogo in cui vivranno le api addomesticate.

Per ovvie ragioni deve essere situata in luoghi vicini a fiori: è la tipologia di fiore a dare il sapore distintivo del miele prodotto.

L’arnia è composta da un fondo, da una camera di allevamento (il corpo dell’arnia), dal melario, dal coprifavo, da un tetto e da alcuni telaini mobili.

 

Il fondo

Il fondo è la base su cui poggia tutta la struttura dell’arnia ed è generalmente sollevato dal terreno.

Le sue caratteristiche sono due: un’apertura sulla base per l’utilizzo di un fondo mobile (una lastra di metallo estraibile che permette di tenere sotto controllo le api) e di quello antivarroa (una rete di metallo utile nel contrastare gli attacchi di parassiti); la parte anteriore è priva di listelli in legno, creando lo spazio necessario per l’inserimento di una griglia metallica estraibile.

Nido, Escludi Regina e Melario

Il nido è una scatola in legno d’abete composta da pannelli.

Qui è situata l’escludi regina, ovvero un’ulteriore griglia metallica che, attraverso delle fessure, consente l’entrata e l’uscita delle api operaie.

Date le dimensioni, l’ape regina non può passarvi.

Sopra l’escludi regina troviamo il melario, ovvero una scatola in legno di dimensioni più piccole che conterrà degli appositi telaini che ospiteranno il favo con il miele.

Telaini

I telaini sono elementi ricorrenti in apicoltura e si trovano nel nido e nel melario.

Quando sono situati nel nido, questi hanno lo scopo di essere armati: al loro interno viene inserito, in più punti, del filo di ferro in cui verrà inserito il foglio cereo (ovvero una lamina di cera d’api su cui vengono impressi il fondo e gli inizi delle pareti delle celle di un favo).

Coprifavo & Tetto

Altro non è che una lastra di abete con un buco al centro.

La sua funzione è duplice: serve per tenere sollevato il tetto e per somministrare del nutrimento alle api.

Il tetto chiude e sigilla l’arnia proteggendo le api dalle condizioni meteorologiche avverse.

Quando e come raccogliere il miele

Il miele prodotto dalle api viene prodotto e conservato nelle celle del favo situate in appositi telaini all’interno del melario.

Per dare il via al processo produttivo, l’apicoltore deve quindi estrarli.

Questa operazione, affinché dia buoni risultati, va eseguita a inizio estate e inizio autunno, circa 3 settimane dopo che si è verificato il primo flusso nettarifero e l’alveare ha raggiunto il suo peso massimo.

Per evitare reazione violente nelle api, prima di iniziare la raccolta è buona norma allontanarle usando un affumicatore e direzionando il fumo verso l’ingresso dell’arnia e nella zona del tetto della struttura.

Le api si rintaneranno nella zona inferiore dell’arnia e non saranno un problema quando bisognerà aprire il tetto facendo attenzione a staccare il propoli usato per sigillarlo.

 

Apicoltura: la fase finale e il confezionamento del miele

Il frutto del lavoro dell'apicoltore è il miele

Una volta che il fuco è stato estratto è buona norma controllare l’umidità del miele che, per essere ottimale, deve essere inferiore al 18%.

Arriva ora il momento della disopercolatura, momento in cui i coperchi di cera creati dalle api per chiudere il favo vengono eliminati.

Si passa poi alla smielatura: i favi, ancora dentro i telaini, vengono inseriti nello smielatore, ovvero un cilindro rotante che, grazie a un’azione centrifugante, svuota il contenuto dei favi in appositi decantatori in acciaio purificando il miele dai residui di cera e altre sostanze.

Il miele, ormai pulito, viene fatto decantare e finalmente invasato.

Ricordiamo, in conclusione, che per produrre e vendere miele bisogna essere in possesso delle apposite idoneità sanitarie.

Apicoltore, non dimenticarlo mai: “Ciò che non giova all’alveare, non giova neppure all’ape”.

Api: tutti i segreti su come allevarle e diventare apicoltore ultima modifica: 2018-08-09T10:30:07+00:00 da Giulia Corrias

Articoli correlati