Dionea e insetti morti: come comportarsi?

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Il rapporto tra la dionea e gli insetti morti è spesso dibattuto, soprattutto tra le persone che hanno appena scoperto la passione per questa tipologia di pianta. Trattandosi infatti di una pianta carnivora, le domande sono tante e i dubbi non si contano.

Se stai cercando più informazioni circa le piante carnivore, abbiamo pronto per te qualche spunto. Puoi scoprire tutto sulle piante carnivore più famose e su quelle più pericolose, senza sottovalutare quelle utili contro le zanzare.

Ma in questo articolo ti spiegheremo nel dettaglio come la dionea catturi gli insetti e se quelli già morti possano esserle in qualche modo esserle utili.

Buona lettura!

Dionea: qualche informazione preliminare

La dionea è una pianta carnivora che fa parte della famiglia delle Droseracee. È conosciuta anche con il nome di venere acchiappamosche perché questi sono gli insetti che è in grado di attrarre maggiormente grazie al suo profumo.

Pur essendo una pianta perenne, la dionea modifica il proprio aspetto a seconda delle stagioni. Infatti, durante i mesi invernali le sue foglie tendono al basso, mentre in primavera e in estate rimangono belle dritte.

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La dionea è una pianta perenne, ma il suo aspetto varia in base alla stagione

Essendo una pianta carnivora è dotata di trappole che può attivare per catturare le sue prede. Questo processo è conosciuto come tigmonastia e dipende dalle lamine. Le lamine non sono altro che la parte finale della foglia, composte da due lobi uniti da una nervatura centrale. Su ogni lobo sono presenti tra i tre e i cinque peli sensoriali, i quali percepiscono i movimenti esterni e fanno scattare la trappola.

La tigmonastia è possibile grazie all’evoluzione della dionea. Vivendo infatti in terreni molto spesso paludosi, dal suolo acido e privo di azoto, le dionee hanno dovuto imparare a procacciarsi l’azoto in altro modo: catturando e digerendo insetti, i quali si trasformano in piccole quantità di fertilizzanti che aiutano la pianta a crescere.

Se stai cercando un approfondimento sulla coltivazione delle dionee, abbiamo creato questa piccola guida per te!

La dionea e il funzionamento delle sue trappole

Prima di parlare di dionea e insetti morti, è utile conoscere il funzionamento delle sue trappole. Abbiamo già anticipato alcuni componenti, ma vediamoli tutti nel dettaglio:

  • le foglie base, ovvero quelle che eseguono la fotosintesi clorofilliana
  • le lamine, cioè la parte terminale delle foglie
  • i due lobi uniti centralmente
  • i peli sensoriali che captano i movimenti esterni e che possono trovarsi in un numero compreso tra i tre e i cinque
  • le ciglia che chiudono all’interno della lamina la preda appena catturata

Ma cosa succede una volta che un insetto viene catturato? Innanzitutto, se è troppo piccolo questo riuscirà a passare attraverso i margini dentellati dei lobi, mentre se è delle corrette dimensioni per rimanere intrappolato verrà digerito dalla dionea grazie alla produzione di specifici succhi enzimatici.

Una volta che la digestione sarà conclusa, la lamina si aprirà nuovamente, pronta a cercare nuove prede.

Dionea e insetti morti: posso darli alla mia pianta?

Se sia possibile dare da mangiare alla dionea degli insetti morti è uno dei grandi dubbi che affligge gli appassionati di dionea e non solo.

La risposta però è solo una ed è piuttosto categorica: non dare assolutamente alla tua dionea degli insetti morti.

La dionea, infatti, è in grado di riconoscere delle prede vive da delle prede già morte. Per far scattare il meccanismo di digestione, infatti, questa pianta deve aver catturato autonomamente la propria preda. Anche la cattura, infatti, non è così scontata. Non solo dipende dai peli sensoriali, i quali devono avvertire un movimento per far scattare la trappola, ma il primo movimento deve essere seguito da un secondo in un arco di tempo lungo al massimo quarantacinque secondi.

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Insetti morti: non fanno bene alla tua dionea

Dionea e insetti morti: e se dovessi trovarli sulle foglie?

Nel difficile rapporto tra dionea e insetti morti, però, c’è un’altra opzione. Potresti infatti trovare dentro alle trappole della dionea delle carcasse non digerite di un qualche insetto morto.

Questo può capitare perché la dionea tende a cibarsi delle parti molli degli insetti, ragion per cui parte dell’esoscheletro delle prede può rimanere visibile e attaccato ai lobi; oppure la dionea potrebbe aver deciso di non sprecare energie per digerire un insetto magari ucciso dalla semplice chiusura della trappola, forse perché troppo vicina alla fase di riposo vegetativo.

Non sottovalutare, inoltre, che la dionea non utilizza tutte le sue energie su un insetto che magari sarebbe troppo piccolo per riequilibrare le sue necessità nutritive.

Il processo di cattura e digestione della dionea

Abbiamo visto come la dionea preferisca decisamente cibarsi delle prede da lei catturate. Ma come riesce ad attirarle? In due modi:

  • con dei pigmenti rossi, conosciuti con il nome di antociani
  • secernendo una mucillaggine molto appiccicosa che blocca gli insetti

Il processo di cattura vera e propria, poi, avviene in quattro fasi:

  • lo scatto iniziale che dipende dai peli sensoriali, i quali devono essere stimolati due volte in trenta/quarantacinque secondi per far chiudere la trappola. Il movimento sarà velocissimo e durerà appena un decimo di secondo
  • la fase di serraggio, della durata di trenta minuti
  • la fase della sigillatura dura invece tra i cinque e i dodici giorni, durante i quali la dionea si occupa di secernere gli enzimi digestivi
  • la fase della riapertura è il momento in cui la digestione sarà giunta al termine e la trappola, lentamente, dovrà riaprirsi. La riapertura dura in genere circa due giorni

Ora che sai tutto circa la gestione della dionea e degli insetti morti, non ti resta che iniziare a coltivare questa splendida pianta carnivora!

Se dovessi notare la presenza di foglie nere, niente paura: ecco cosa dovrai fare.

 

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Dionea e insetti morti: come comportarsi? ultima modifica: 2020-06-01T15:47:05+00:00 da Giulia Corrias

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