Tentredini della rosa: come riconoscerle e difendere le nostre piante

rosa rossa

di Antonino Crapanzano

Durante il periodo primaverile-estivo, con l’arrivo della bella stagione e delle temperature medio-alte, i fiori delle nostre piante cominciano a sbocciare e così, i campi e i nostri giardini iniziano a profumare e a colorarsi offrendo odori e paesaggi meravigliosi per i nostri sensi.

Come sappiamo, le nostre piante hanno bisogno di cure per crescere bene, sia colturali sia contro le malattie e gli insetti che possono danneggiarle.

In questo articolo parleremo delle tentredini della rosa, insetti appartenenti all’orine degli Imenotteri; dannosi per le Rosaceae in generale, le conifere e i salici, le tentredini possono essere dannose anche per molte piante da frutto quali melo, pero, susino, lattuga e cavoli.

Vediamo quali sono le tentredini della rosa alle quali bisogna fare molta attenzione.

Buona lettura!

Tentredini nere della rosa (Cladius pectinicornis, Geoffrey)

larva di tentredine nera della rosa

Le tentredini nere della rosa (Cladius pectinicornis, Geoffrey) sono fitofagi specifici delle Rosaceae e, in base all’ambiente in cui si trovano, compiono 2-3 generazioni durante l’anno e svernano nel terreno generalmente quando hanno raggiunto lo stadio di larva matura.

Caratteristiche e ciclo biologico

Le larve di Cladius pectinicornis possono essere di colore verdastro o verde giallastro. Le tentredini nere della rosa sono insetti, allo stadio adulto, lunghi 5-6 mm, di colore nerastro che presentano alcuni articoli delle zampe, tibie e tarsi, di colore biancastro; questi insetti compaiono nel periodo primaverile, tra aprile e maggio.

Altre tentredini della rosa simili a queste specie sono Allantus cinctus, (Linneo) ed Endelomya aethiops, (Fabricius, 1781), specie particolarmente dannosa. Queste due specie sono simili sia per le loro caratteristiche biologiche sia per i danni che causano sulle piante, alla tentredine nera della rosa.

Danno

Le femmine adulte depongono le uova nei piccioli delle foglie; le larve defogliatrici si stanziano sulla pagina inferiore e se ne nutrono, bucherellandola e scheletrizzandola, infatti lasceranno intatte soltanto le nervature e la pagina superiore.

Lotta alle tentredini nere della rosa

La lotta contro questi insetti fitofagi è di tipo chimico ed è giustificata soltanto se l’attacco è rilevante, soprattutto in casi di coltivazioni intensive. Se si ritiene che l’attacco sia importante si possono eseguire trattamenti contro le larve ai primi stadi di sviluppo utilizzando insetticidi a base di piretro o piretroidi, ammessi in agricoltura biologica.

Una buona pratica da mettere in atto, per eliminare o ridurre le infestazioni, è l’immediata eliminazione delle parti che presentano segni di ovideposizione e, nel caso di infestazione localizzata, l’eliminazione di quelle in cui sono presenti colonie larvali.

Tentredini dei germogli della rosa (Ardis brunniventris, Htg. – Ardis sulcata, Cam.)

Le tentredini dei germogli della rosa (Ardis brunniventris, Htg. e Ardis sulcata, Cam.) sono due insetti imenotteri che presentano un comportamento analogo e si riconoscono entrambi nel ciclo che descriveremo a breve. Svernano nel terreno allo stadio di pupe e compiono una generazione all’anno.

Caratteristiche e ciclo biologico

Le larve sono biancastre. Gli adulti di queste due specie di tentredini della rosa presentano una lunghezza compresa tra 5 e 6 mm, hanno il corpo di colore nerastro e sfarfallano tra marzo e aprile. Si differenziano perché Ardis sulcata ha le tibie nerastre, come il corpo, mentre in Ardis brunniventris sono di colore biancastro.

Le femmine adulte depongono le uova, uno per getto, a livello dei germogli, nelle nervature principali delle giovani foglie. Le larve penetrano nel germoglio e scavano una galleria discendente nell’asse centrale; quando saranno mature praticano un foro nel rametto, alla fine della galleria, dal quale usciranno e si lasceranno cadere nel terreno.

Le larve diventeranno pupe nel terreno.

Danno

I germogli delle rose colpite, dopo l’attacco, appassiscono e disseccano quindi andranno incontro ad avvizzimento e disseccamento; di conseguenza, i germogli stessi diventeranno sterili a causa dell’assenza del fiore centrale. Si avranno gravi perdite nel caso in cui si verificano attacchi massicci.

Lotta alle tentredini dei germogli della rosa

Il momento ideale per eseguire gli interventi chimici, con insetticidi endoterapici, è compreso tra l’ovideposizione e la nascita delle larve, subito prima di entrare all’interno del germoglio; l’utilizzo di questi prodotti non sempre porta al risultato sperato, a maggior ragione se le larve sono già sviluppate e riparate dentro i rametti erbacei.

Per limitare il potenziale infestante degli anni successivi è importante individuare, asportare ed eliminare i getti colpiti quando si manifestano i primi segni di appassimento.

Tentredini arrotolatrici della rosa (Blennocampa pusilla, Klug)

larva di tentredine della rosa

Anche le tentredini arrotolatrici della rosa sono insetti imenotteri che svolgono una sola generazione all’anno.

Caratteristiche e ciclo biologico

Le giovani larve di Blennocampa pusilla si presentano di colore bianco e sono quasi semitrasparenti mentre quando diventano mature assumono una colorazione verdastra e il capo diventa più scuro; gli esemplari adulti sono, invece, di colore nero lucente.

Le femmine adulte compaiono agli inizi di aprile e depongono le uova incidendo le giovani foglie con il loro ovodepositore. Le uova vengono deposte isolate, 2-3 per foglia, sul bordo della lamina; dopo circa una settimana quest’ultime si schiuderanno e si avranno le larve.

Le larve delle tentredini arrotolatrici della rosa erodono la parte interna della foglia e a maturità si interrano e svernano nel terreno dove si saranno lasciate cadere.

Danno

Le foglie attaccate dalle tentredini arrotolatrici della rosa crescono e assumono una tipica forma arrotolata a sigaro intorno alla nervatura mediana. Le larve delle tentredini arrotolatrici della rosa si nutrono delle foglie erodendone la parte interna.

Lotta alle tentredini arrotolatrici della rosa

Generalmente non sono previsti trattamenti chimici contro questo insetto in quanto i danni, nella maggior parte dei casi, non sono rilevanti. Il metodo di lotta più efficace è la prevenzione che consiste nell’individuazione, raccolta ed eradicazione delle parti infestate riducendo così il potenziale di infestazione negli anni successivi.

Endelomya aethiops (Fabricius, 1781)

Questo insetto è molto simile alle tentredini nere della rosa sia per quanto riguarda gli aspetti biologici che per i danni che provocano alle piante. Le uova vengono deposte dagli adulti nelle incisioni praticate nell’apice ripiegato delle foglie; dopo circa due settimane si avranno le larve che sono di colore giallastro.

Le infestazioni causate da Endelomya aethiops sono molto più gravi rispetto a quelle causate da Cladius pectinicornis perché le larve, che hanno una lunghezza compresa tra 15 e 20 mm e sono di colore verde scuro sul dorso e verde giallastro sul ventre, rodono le foglie e ne lasciano soltanto le nervature e l’epidermide inferiore..

La foglia assume così l’aspetto di una ragnatela. Il fatto più grave è che questi insetti danneggi i boccioli fiorali praticandone erosioni quando ancora si trovano in fase di apertura.

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Tentredini della rosa: come riconoscerle e difendere le nostre piante ultima modifica: 2019-07-07T20:30:01+00:00 da Antonino Crapanzano

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