Margotta: un’interessante tecnica di riproduzione per le tue piante

Hai mai sentito parlare della margotta?

Questo termine potrebbe risultare assolutamente noto a molti agricoltori professionisti, ma potrebbe invece suonare sconosciuto (e anche un po’ bizzarro) a tanti agricoltori amatoriali che lo leggono ora per la prima volta.

Di cosa si tratta, allora?

Scopriamolo insieme in questo articolo.

Indice

Margotta: in cosa consiste?

La margotta, detta anche margotto, è una tecnica di riproduzione agamica (ovvero asessuata) delle piante che ricorda per molti versi quella per talea.

margotta

La margotta è una tecnica di riproduzione simile a quella per talea

Proprio come quest’ultima tecnica, infatti, il risultato finale è una pianta che sarà uguale in tutto e per tutto alla pianta madre; a differenza della talea, che per attecchire necessita di una pianta di piccole dimensioni, però, la margotta permette di ottenere in poco tempo una pianta già formata, uguale in tutto e per tutto a all’esemplare da cui è stato separato.

Procedimento

La prima cosa da fare è scegliere il ramo da cui partire: in genere, questo deve essere eretto, poco legnoso e della grossezza di una matita.

Una volta individuato, si dovrà praticare un taglio circolare nel punto da cui nasceranno le radici e un altro taglio a una distanza che corrisponde per una volta e mezza al diametro del tronco.

Ora, quello che si dovrà fare sarà fare un’incisione verticale tra i due tagli eliminando l’anello di corteccia rimanente: questa operazione serve per interrompere il passaggio della linfa, di modo che le nuove radici possano svilupparsi.

È a questo punto che la zona interessata dal taglio superiore va coperta con il radicante, mentre la zona scortecciata va ricoperta di sfagno che andrà avvolto da della plastica trasparente e legato, ben stretto con dello spago o del filo di ferro.

Alla fine di questo processo, tuto deve essere coperto con della pellicola di alluminio, cosa che permetterà di tenere la margotta al buio, necessario per lo sviluppo delle radici.

Da questo punto in poi inizia la seconda fase del procedimento: ogni 4-5 giorni si dovrà idratare lo sfagno; è solo dopo 4 settimane che, togliendo la pellicola, si potrò iniziare a verificare il processo di ramificazione. Quando le radici saranno visibili, si potrà staccare il nascituro albero dalla pianta madre.

Varietà di margotta

Per quanto riguarda l’esecuzione della margotta, esistono in realtà 3 diverse tecniche di esecuzione che tengono conto delle dimensioni delle piante e delle esigenze di utilizzo:

  • Margotta aerea: applicata soprattutto su piante tropicali ed esotiche, si ottiene avvolgendo un ramo con una talea che contiene della terra. La parte di ramo a contatto con la terra darà vita a delle radici avventizie. Una volta che queste saranno ben sviluppate, il ramo verrà tagliato partendo dal basso quando le radici sono ben sviluppate il ramo viene tagliato e trapiantato
  • Margotta di ceppaia: questa tecnica viene usata per produrre portainnesti per piante fruttifere poiché è profondamente utile ed efficiente sia in termini di resa che di costi. Le piante madri vengono organizzate in file e dopo un anno, prima della ripresa vegetativa, vengono capitozzate all’altezza del colletto: questo stimola l’emissione di numerosi germogli che vengono ricoperti alla base con della terra in modo da stimolare l’emissione di radici. A fine stagione il risultato sono delle barbatelle che si possono subito espiantare. L’operazione si può ripetere all’infinito, tanto che una margotta di ceppaia ben tenuta può durare anche 15-20 anni
  • Margotta ad archetto: questa tecnica, chiamata anche propaggine semplice, è usata sia per piante ornamentali che per quelle fruttifera. Un ramo giovane della pianta viene piegato fino a interrarlo per poi rivolgerlo verso l’alto, sorretto da un palo. La parte sotterranea darà vita alle radici e quella aerea creerà nuovi germogli. Una volta che la radicazione è completata, il ramo che collega le due piante sarà tagliato.
margotta

Esistono 3 diverse tipologie di margotta e ognuna si applica a contesti precisi

 

Usata per far riprodurre piante da serra piuttosto rare e preziose e particolarmente sfruttata nell’universo dei bonsai, la margotta è una tecnica di propagazione interessante e relativamente semplice da usare.

Ora che hai tutte le basi di cui hai bisogno, non ti resta che sporcarti le mani e provarla!

 

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Margotta: un’interessante tecnica di riproduzione per le tue piante ultima modifica: 2019-02-24T14:00:09+00:00 da Giulia Corrias

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