Coltivazione melograno: tutto sull’albero di melograno

melograno

Hai mai pensato di avviare una coltivazione di melograno nel tuo orto? Se sì, hai avuto un’ottima idea: con le giuste cure, gli alberi di melograno possono dare grandi soddisfazioni!

Ecco una guida su come coltivare il melograno, dalla scelta del terreno alla raccolta e al consumo dei frutti.

Coltivazioni melograno: origini e caratteristiche

come potare il melograno

Il melograno (Punica granatum, L.) è una pianta da frutto appartenente alla famiglia delle Punicaceae e originaria dell’Asia Occidentale.

Il frutto, ormai ampiamente diffuso in Europa e anche in Italia, è una bacca dalla buccia dura e dall’interno carnoso con varie cavità al cui interno sono collocati i semi polposi.

A completa maturazione, il frutto è di colore giallo e rosso. A seconda della cultivar coltivata, il sapore del melograno può variare da acido a dolce.

In Italia sono diffuse soprattutto le varietà agro-dolci e dolci, coltivare soprattutto nel sud Italia e in Sicilia: Wonderful, Selinunte, Racalmuto, Profeta Partanna ecc…

Per il portamento dell’albero di melograno, definito cespuglioso, si presta perfettamente anche come pianta ornamentale da coltivare in vaso, con fiori coloratissimi.

Coltivazioni melograno: tutte le tecniche

come aprire il melograno

Messa a dimora del melograno

Il periodo migliore per iniziare una coltivazione di melograno è in primavera inoltrata, quando la temperatura oscilla tra i 18 e i 25 gradi e la notte non scenda mai sotto i 14 gradi.

La tecnica adottata per la moltiplicazione del melograno è soprattutto quella della talea. Un’altra tecnica disponibile è la divisione dei polloni, ma viene raramente utilizzata.

La moltiplicazione del melograno per talea avviene scegliendo parti della pianta legnose o semi-legnose, come rami di uno o due anni di età. Le talee vengono prelevate in autunno e impiantate in un composto di terriccio, torba e sabbia.

La messa a dimora avviene dopo circa un anno, durante il quale l’irrigazione deve essere sempre costante.

Terreno e clima ideale per il melograno

Il melograno è una pianta che si sviluppa al meglio in presenza di temperature medio-alte, idealmente tra 20 e 25 gradi.

Al momento della produzione dei frutti, questa temperatura aumenta ulteriormente, raggiungendo anche i 35 gradi per poter dar luogo alla migliore allegagione possibile.

Per questo è meglio coltivarlo dove le temperature non diventano mai troppo fredde: a 0 gradi smette di produrre frutti, scendendo oltre i dieci gradi la pianta va incontro alla morte.

Dal punto di vista del terreno, è una pianta capace di adattarsi abbastanza bene a qualsiasi terreno, prediligendo quelli sciolti e profondi, benché sia ottimamente drenato.

Il melograno, infatti, è molto sensibile ai ristagni idrici e agli effetti negativi. Per questo uno dei terreni migliori è quello argilloso, con pH neutro.

La coltivazione può avvenire anche in vaso, mantenendo gli stessi principi e le stesse tecniche che si applicano per la coltivazione in giardino.

albero di melograno

Irrigazione melograno

La quantità di acqua e l’umidità del terreno fanno davvero la differenza tra la vita e la morte di un melograno.

Inserire nel terreno ghiaia o sassi è una buona tecnica per permettere un drenaggio adeguato e scongiurare il rischio di ristagni idrici.

In estate, viste le temperature di cui necessita, l’albero di melograno andrà annaffiato ogni 10 giorni circa: in questo modo non andrà incontro ad una prolungata siccità.

L’innaffiatura riguarda solo l‘apparato radicale. Sarebbe bene evitare di bagnare il tronco.

Concimazione melograno

A seguito della messa a dimora è importante concimare il melograno con concimi equilibrati per favorire la stabilizzazione della pianta nel terreno.

Con equilibrato si intende un concime con valori simili o corrispondenti di azoto, potassio e fosforo. In fase giovanile, la pianta necessita di circa 20 grammi di concime ogni bimestre.

Una valida alternativa resta quella del compost o del letame organico, da somministrare in quantità di 1 kg ogni quattro mesi.

Potatura melograno

La potatura del melograno è sicuramente una delle più delicate e indispensabili da eseguire per mantenere la pianta in salute.

Ciò è dovuto soprattutto alla tendenza a creare polloni alla base della pianta, i quali vanno assolutamente eradicati per non togliere nutrienti all’albero di melograno in crescita.

Per vedere in dettaglio come potare il melograno, vi rimandiamo al nostro articolo: “Potatura melograno: quando e come potare la pianta in modo corretto“.

Raccolta del melograno

coltivare il melograno

Come capire quando un melograno è maturo? La risposta risiede nel colore della buccia: quando il rosso o il giallo diventano intensi, quello è il momento ideale per raccogliere questo bellissimo frutto.

Il periodo di raccolta avviene tra ottobre e novembre. Per la raccolta dei frutti è bene munirsi di cesoie per tagliare i gambi, altrimenti si rischia di danneggiare il frutto e perderlo.

I frutti possono essere conservati fino a due mesi, non in frigorifero.

Come aprire un melograno

Chi si trova davanti un melograno per la prima volta resta sempre perplesso dalla buccia così dura da sembrare impossibile da tagliare.

Ecco perché la domanda “come si sbuccia un melograno“? è tra le più richieste agli agricoltori e ai venditori di frutta.

Peraltro, aprendolo a metà come si farebbe con una mela si rischierebbe di perdere gran parte del succo interno.

La migliore soluzione è quella di dividere il frutto in spicchi, un po’ come si fa con l’arancia: si taglia l’apice, quindi si incide la buccia in più punti arrivando fino e non oltre la polpa bianca, quindi si estrae lo spicchio mantenendo intatti i semi.

Per togliere i chicchi puoi utilizzare un cucchiaio di legno da battere sulla buccia per farli cadere o… divertirti, togliendoli a mano uno ad uno e mangiandoli come caramelle!

Sapevi che dal melograno può derivare una marmellata buonissima? Dai un’occhiata alla nostra ricetta Confettura di Melagrana!

 

Coltivazione melograno: tutto sull’albero di melograno ultima modifica: 2018-12-01T14:30:16+00:00 da Simona Ruisi

Articoli correlati