La flavescenza dorata della vite: agente causale e sintomi

vitigno

flavescenza dorata della vite

di Antonino Crapanzano

In questo articolo parleremo della flavescenza dorata, la più grave malattia infettiva della vite, o anche fitoplasmosi poiché è causata da fitoplasmi, appartenente al gruppo delle malattie note come giallumi che presentano sintomi simili ma le loro modalità di diffusione sono differenti le une dalle altre.

Flavescenza dorata: causa

L’agente causale responsabile della flavescenza dorata è un insetto appartenente al’ordine dei Rincoti omotteri, il cui nome comune è Cicalina della flavescenza dorata (Scaphoideus titanus, Ball.).

Originaria dell’america settentrionale, questa specie è stata introdotta in maniera accidentale, intorno agli anni ’60 in Europa; nel 1955 fu segnalata in Francia, invece in Italia fu avvistata, per la prima volta, nel 1964 in provincia di Imperia.

Nella zona di origine di Scaphoideus titanus non è presente il fitoplasma responsabile della flavescenza dorata, quindi questo insetto è responsabile anche della diffusione di altri fitoplasmi come Ash-Yellows, X-Disease e Grapevine Yellows.

Successivamente alla prima segnalazione, la Cicalina della flavescenza dorata si è diffusa in altre aree viticole settentrionali come la Toscana, dove è stata individuata recentemente; oggi è presente in molte altre regioni settentrionali, quali Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia.

L’insetto, pungendo le viti già colpite, si infetta a sua volta e sarà, così, in grado di trasmettere il fitoplasma ad altre viti dopo circa un mese di incubazione, periodo durante il quale l’agente causale sarà in grado di stabilirsi nelle ghiandole salivari della Cicalina della flavescenza dorata, che resterà infettiva durante tutta la sua esistenza.

Ciclo biologico della Cicalina della flavescenza dorata

Scaphoideus titanus compie soltanto una generazione l’anno. Questo insetto durante il suo sviluppo attraversa due stadi di neanide e tre stadi di ninfa.

Le neanidi, stadio giovanile postembrionale tipico degli insetti a metamorfosi incompleta, sono sprovviste di abbozzi alari e presentano un colore bianco con due macchie nere localizzate nella parte posteriore dell’addome.

Le ninfe, stadio giovanile che, invece, precede lo stadio adulto, sono dotate di abbozzi alari e presentano un colore che, progressivamente, sarà quello che caratterizzerà gli esemplari adulti.

Verso la metà del mese di giugno, le neanidi di prima età saranno presenti in numero elevato per poi diminuire; comunque, le forme giovanili saranno presenti per tutto il mese di luglio. I primi adulti della Cicalina della flavescenza dorata si cominceranno ad avere già all’inizio del mese di luglio.

Sintomi

sintomi della flavescenza dorata

La flavescenza dorata è la più pericolosa malattia, tra le comunemente note come giallumi, in quanto è altamente epidemica.

I sintomi di questa malattia, causata da Scaphoideus titanus, si manifestano l’anno successivo a quello in cui si verifica l’infezione naturale e compaiono durante il periodo estivo, con il sopraggiungere del caldo, oppure nei mesi compresi da agosto ad ottobre, quando si ha la fine del ciclo vegetativo.

Nel caso in cui si verifichino infezioni precoci, i sintomi potranno insorgere lo stesso anno soprattutto nelle aree mediterranee in cui si hanno temperature più alte. I sintomi si hanno a carico di foglie, tralci e grappoli e, senza le analisi in laboratorio, sono difficili da distinguere da quelli del legno nero, un altro fitoplasma che colpisce la vite.

Le piante colpite dalla flavescenza dorata si distinguono da quelle sane per la loro vegetazione scarsa e stentata, per la presenza di clorosi e per il mancato germogliamento delle gemme a frutto.

Le foglie, nei vitigni ad uva bianca, presenteranno ingiallimenti con riflessi dorati, invece, nei vitigni ad uva rossa si avrà un arrossamento molto accentuato; queste alterazioni cromatiche delle foglie, nei casi meno gravi, possono interessare solo determinati settori, in caso di infestazioni più gravi interesseranno l’intera lamina e le nervature.

Nelle cultivar più sensibili, come lo Chardonnay, si può verificare anche l’accartocciamento fogliare, verso il basso, dei margini del lembo fogliare su tre lati, infatti le foglie assumeranno un tipico aspetto a triangolo.

Nelle zone internervali delle nervature principali si svilupperanno macchie di color giallo-crema nei vitigni ad uva bianca, o rosso-vinoso nei vitigni ad uva rossa che, in seguito, si evolveranno in necrosi; quest’ultime compariranno a livello del picciolo e del punto di inserzione della lamina, ciò porterà alla caduta prematura delle foglie.

I sintomi della flavescenza dorata si avranno anche a carico degli internodi che subiscono un raccorciamento e dei tralci che assumeranno un portamento piangente, scendendo verso terra, a causa della mancata lignificazione e della loro consistenza gommosa. Inoltre, sui tralci si avrà la comparsa di macchie nerastre.

La flavescenza dorata della vite causa gravi perdite della produzione, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Queste perdite produttive possono essere ridotte mettendo in atto metodi di prevenzione per prevenire gli attacchi ma anche mezzi di lotta, nel caso in cui le piante siano già state attaccate dal parassita.

Cenni di lotta

La flavescenza dorata è una malattia che, come abbiamo accennato, colpisce i vigneti di molte regioni italiane. Per questo motivo è consigliabile seguire le indicazioni dei bollettini tecnici provinciali e utilizzare i prodotti suggeriti dal Servizio fitosanitario per eliminarla e allontanare l’agente causale: Scaphoideus titanus.

Seguendo i dovuti provvedimenti normativi e le indicazioni degli uffici preposti, bisognerà utilizzare prodotti ammessi in agricoltura biologica e che possano essere impiegati in un piano di difesa integrata.

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La flavescenza dorata della vite: agente causale e sintomi ultima modifica: 2019-08-01T14:39:52+00:00 da Antonino Crapanzano

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