Oidio è una tipica malattia fungina ed è una delle malattie più temibili per le colture orticole e non solo.
Questa malattia prende il nome dalle sue tipiche manifestazioni e viene quindi anche chiamata mal bianco, nebbia, albugine, muffa bianca oppure anche manna.
Forse avrai già sentito parlare dello oidio perchè è un fungo parassita della vite tra i più temuti dai viticoltori perchè causa gravi danni sia alle infiorescenze che ai grappoli.
Ecco la nostra guida per aiutarti a combattere questa temibile malattia fungina chiamata oidio, per prevenire la sua proliferazione e diffusione nelle tue colture e farti conoscere tutti i rimedi per salvare le piante già colpite dal mal bianco.

Indice
Oidio: le condizioni ambientali
Può trovare il suo sviluppo in quasi tutti i territori e climi ma con forte privilegio delle zone umide, dove c’è abbastanza caldo e né sufficiente aerazione.
Questi climi quindi sono tipici delle zone settentrionali, dove le temperature sono superiori ai 5 gradi ma per l’appunto inferiori ai 30: le condizioni climatiche ideali per la comparsa e proliferazione della malattia.
I mesi in cui le piante sono più predisposte ad essere colpite dall’oidio, quelli che potremmo definire più critici o “pericolosi”, sono proprio i mesi primaverili e autunnali.
Oidio: come riconoscerlo
A primo impatto questa malattia fungina si presenta con un pulviscolo biancastro, e in alcune zone con una decolorazione delle foglie stesse.
Dove la malattia intacca principalmente la pianta si presentano delle zone ingiallite che solo in seguito diventano secche, quest’ultimo fattore è un altro importante campanello d’allarme per riconoscere la malattia.
Oidio: quali piante colpisce e quali danni causa
Questa malattia è così diffusa anche perché colpisce tantissime varietà di piante in modo indistinto, si passa dalle querce, alla vite, al melo, al pesco e anche alle rose.
È una malattia molto pericolosa che non va certamente sottovalutata, anche perché se non curata, può provocare seri danni alla pianta, rallentando la crescita e nei casi più gravi arrivando fino alla morte della pianta stessa.
Per non parlare dei danni arrecati alle colture estensive, che in questo caso saranno per lo più economici e incalcolabili.
L’oidio è molto pericoloso e più temibile rispetto alle altre malattie perché ha un ciclo biologico molto particolare che di fatto dura durante tutto l’anno, dall’inverno all’autunno.
Temibile e pericoloso anche perché le macchie possono trasmettersi in breve tempo in tutte le parti della pianta e se non si agisce prontamente la malattia si estende ovunque e può provocare la necrosi di tutti i tessuti della pianta e infine la morte.
Nei casi in cui la malattia prolifera, le chiazze bianche che inizialmente colpiscono alcune zone specifiche si espandono fino a diventare una complessa e ampia patina di colore candido.
Questa continua espansione è possibile perché il fungo continua a nutrirsi delle sostanze contenute nella pianta ormai malata, definendo così il rapporto tra fungo e pianta: parassitismo obbligato.



