La coltivazione dell’orzo: impegnativa, sì, ma quante soddisfazioni!

Coltivazione dell'orzo

La coltivazione dell’orzo ha origini antichissime: è stata infatti una delle prime otto colture a essere rese coltivabili in quella Mezzaluna fertile di cui ti ha probabilmente parlato la tua maestra delle elementari.

Ancora oggi una parte considerevole dell’alimentazione mondiale dipende dall’orzo alimentare: pane, birra, surrogato del caffè, farine, dolci, pasticcini.

Se non vuoi essere da meno dei tuoi colleghi che già sette millenni prima della nascita di Cristo coltivavano l’orzo, in questo articolo ti spiegheremo come coltivare al meglio questo cereale.

Iniziamo!

Indice

La coltivazione dell’orzo: caratteristiche generali

La coltivazione dell’orzo è fondamentale non solo per la nostra alimentazione, ma anche per quella degli animali, per non parlare dell’industria degli alcolici di cui ti parlerò tra un attimo.

Coltivazione dell'orzo

Com’è fatto l’orzo?

Prima però, qualche nozione generale.

L’orzo è un cereale ottenuto dalla cariosside (ovvero dal frutto secco) dell’Hordeum Vulgare, della famiglia delle Graminacee. Questa è la specie più importante, dal punto di vista economico, tra tutte le coltivazioni del genere Hordeum (da cui derivano anche l’orzo bulboso, l’orzo distico, l’orzo maschio, l’orzo di Gussone, l’orzo marittimo o quello mediterraneo).

La specie dell’Hordeum vulgare viene divisa dagli esperti in due sottospecie:

  • vulgare subsp. spontaneum, ovvero quella selvatica
  • vulgare subsp. vulgare, ovvero quella domesticata che puoi coltivare nel tuo orto

L’orzo è una pianta erbacea che può raggiungere un’altezza massima di 120cm e che è composta da un apparato radicale fascicolato:

  • sono presidenti delle radici seminali, o radici primarie, che si sviluppano a partire dalla germinazione del seme
  • sono presenti anche delle radici avventizie che derivano dai culmi di accestimento che si formano alla base del fusto, cioè sono presenti nei nodi in cui si sviluppano nuovi fusti (da ogni fusto principale, infatti, si originano almeno due fusti secondari)

Le foglie prendono origine dai nodi e sono così costituite: