La fusariosi del mais è, senza dubbio, uno delle malattie più aggressive e diffuse che può colpire la spiga del rinomato cereale.
La patologia è diffusa in ogni parte del mondo e le tracce della sua diffusione in Italia risalgono addirittura ai primi anni del ‘900.
A oggi, si tratta di un pericolo concreto poiché la fusariosi del mais (e non solo) è diffusa in tutte le aeree in cui viene praticata la coltivazione del frumento, con un particolare accanimento nelle regioni del Nord e del Centro Italia.
In questo articolo scopriremo come riconoscerla, come trattarla e come prevenirla.
Indice
Fusariosi del mais: cos’è?
La fusariosi del mais e di altri cereali è scatenata da due tossine, il Fusarium e il Microdochium.
Nel caso del granturco, la specie fungina specifica che attacca la pianta è quella del Fusarium Verticillioides che si sviluppa in presenza di temperature calde e temperate e di tanta acqua (come sempre, il ristagno idrico è qualcosa da scongiurare).
Come ben sappiamo, queste caratteristiche sono le prerogative necessarie alla coltivazione del mais ed è per questo che, in sostanza, le fumonisine sono regolarmente presenti nella granella del mais in grandi quantità ogni anno.

La fusariosi del mais è causata da due tossine, Fusarium e il Microdochium
Quali sono i danni della fusariosi del mais?
Prima di vedere nel dettaglio le principali modalità di infezione e diffusione della malattia, scopriamo quali sono i danni che la fusariosi può causare alle coltivazioni di mais.


