Sapevi che oltre alle more di rovo, questo prelibato frutto selvatico può crescere anche su un albero?
Oggi vogliamo parlarvi dell’albero di gelso e di come può essere eseguita una buona coltivazione per ottenere buone rese.

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Albero di gelso (Morus alba, M. nigra, L. 1756)
Per capire quali sono le esigenze ambientali di una coltura è bene partire dal conoscere la pianta e le sue origini. L’albero di gelso, infatti, secondo la classificazione botanica appartiene al genere Morus. Questo genere di piante si trova sotto la famiglia delle Moraceae, come il fico (anche se questo, però, fa parte del genere Ficus). Se pur i suoi frutti somigliano molto alle conosciutissime more di rovo, in realtà l’albero di gelso non è un parente di questo arbusto. Il rovo, infatti, appartiene al genere Rubus, sotto la famiglia delle Rosaceae, come melo, pesco, pero, ciliegio, susino, mandorlo, fragola e tanti altri. Il nome scientifico “Morus” si riferisce alla parola latina che vuole dire “moro”, “nero”, cioè al colore dei frutti di alcune specie.
L’albero di gelso è originario probabilmente dell’Asia ma è diffuso anche, come pianta selvatica, in Africa e in Nord America. Le principali specie conosciute in Italia e con cui vengono prodotte le more sono il gelso bianco (Morus alba) e il gelso nero (Morus nigra). Le altre specie non sono di particolare interesse agricolo e commerciale e per lo più sono diffuse in altri paesi del mondo.
Albero di gelso bianco



