La coltivazione del sorgo può essere molto redditizia se la pianta viene ben trattata e curata.
Scopri le migliori tecniche per coltivare il sorgo, dalla messa a dimora alla raccolta.

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Coltivazione sorgo: origine e caratteristiche
Il sorgo (Sorghum bicolor, L. Moench), comunemente chiamato anche saggina, è una pianta del genere graminacee appartenente alla famiglia delle Andropogoneae, la stessa delle canne da zucchero.
E’ una pianta molto, molto antica: la sua coltivazione risale infatti a migliaia di anni fa, probabilmente nella zona ovest dell’Africa. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo “Agricoltura preistorica: nel Sahara 10000 anni fa l’uomo coltivava cereali“.
Da allora, il sorgo si è diffuso e affermato in tutto il mondo: dopo riso, mais e frumento, è il quarto cereale più utilizzato al mondo, e spesso sostituisce uno dei tre precedenti nelle preparazioni culinarie.
Difatti, specialmente nei territori dove il clima è estremamente secco, il sorgo regge le alte temperature e la siccità molto meglio del mais. Per questo si ritrova spesso ad essere un sostituto nel mais.
Tuttavia, dove possibile, ossia dove l’agricoltura è più sviluppata, gli altri grani vengono preferiti. Il sorgo resta, in questi casi, ad appannaggio dell’alimentazione degli animali.
In Italia la pianta di sorgo è poco diffusa, occupando meno di 40000 ettari. La maggior parte della coltivazione si trova in Emilia-Romagna, dove le temperature e le caratteristiche del terreno sono ideali per questa pianta.


