Come coltivare il vischio: baciarsi sotto la pianta del legame eterno

come coltivare il vischio

La tradizione è tradizione… e va rispettata! Giusto? Ma saresti interessato a coltivarlo? O sai dove trovarlo? Se sei curioso di saperlo, leggi questo articolo: oggi ti parleremo di come coltivare il vischio.

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Il vischio (Viscum album)

Il vischio è una pianta arbustiva considerata infestante perché, a causa di alcune sue caratteristiche, ha subito un adattamento evolutivo che l’ha portata a diventare una parassita di piante superiori, sia di interesse agrario che forestale.

Il vischio ha delle foglie verdi e carnose e i suoi fiori si distinguo in fiori maschi e fiori femmine. I frutti sono rappresentati da delle bacche bianche (o gialle) con “polpa” (mesocarpo) gommosa-gelatinosa.

Il vischio è considerato specie emiparassita, cioè una pianta che, pur avendo delle foglie che compiono la fotosintesi, parassitizza l’ospite tramite il proprio apparato radicale. Il vischio, infatti, si nutre delle soluzioni minerali (linfa grezza) portate dalla pianta colpita radicandosi sui suoi rami grazie a dei particolari organi (chiamati “austori”) che perforano la corteccia fino ad arrivare al “midollo” (xilema).

Il risanamento di una qualsiasi pianta colpita dal vischio è assai difficile. Si può procedere con il tagliare semplicemente il ramo o, nel caso abbia colpito il tronco, si deve effettuare un’efficiente operazione di dendrochirurgia.

Pur essendo una parassita, il vischio non provocherà la morte della pianta parassitata perché altrimenti anch’esso morirebbe. Il problema che reca il vischio è l’indebolimento, infatti la pianta parassitata, avendo meno nutrienti, consuma più energia per compensare le carenze e potrebbe andare incontro a stress di vario tipo. Questo può provocare un indebolimento strutturale (caduta) e sanitario (comparsa di malattie).