Spinosad: funziona davvero? Ecco quando e come usarlo.

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Molti di voi già conoscono lo Spinosad. Ma funziona davverso questo insetticida? Eccovi svelato quando e come usare lo Spinosad.

Del Dott. Francesco Giannetti

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Spinosad: origini e descrizione

Lo Spinosad è un insetticida naturale, estratto dai prodotti del metabolismo di un batterio tellurico (si trova nel terreno), il Saccharopolyspora spinosa.

Il Saccharopolyspora spinosa è un batterio appartenente all’ordine degli Actinomycetales o Actinomiceti, batteri con caratteristiche simili ai funghi.

Il principio attivo Spinosad è costituito dalla miscela di due tossine prodotte dal metabolismo di questo batterio, denominate spinosina A e spinosina B.

In quanto prodotto di fermentazione, Spinosad è ottenuto diversamente dai normali insetticidi di sintesi, pertanto i formulati a base di Spinosad sono stati inseriti dal maggio 2008 nell’allegato II B del Regolamento 2092/91 relativo alle sostanze attive ammesse in agricoltura biologica.

Proprietà fitosanitarie

Spinosad si attiva per contatto e ingestione. Le spinosine ha un’azione neurotossica, ossia danneggiano il sistema nervoso degli insetti che lo ingeriscono o semplicemente lo toccano.

Nel complesso, le spinosine interferiscono con le trasmissioni sinaptiche neurali e neuromuscolari, provocando un’ipereccitazione nervosa, per mezzo di convulsioni muscolari, seguita da paralisi.

L’effetto paralizzante si manifesta pochi minuti dopo l’assunzione e la morte nell’arco di 1-3 giorni.

L’attività biocida si espleta, secondo i gruppi sistematici, sugli stadi giovanili o sugli adulti.

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Organismi bersaglio

  • Tripidi (Frankliniella occidentalis, Drepanothrips  reuteri,  Thrips  major,  Thrips meridionalis, Thrips angusticeps, Thrips palmi),
  • Tignole della vite (Lobesia botrana e Clysia ambiguella),
  • Carpocapsa (Cydia pomonella),
  • Cydia molesta,
  • Anarsia lineatella,
  • Cydia funebrana,
  • Tortricidi ricamatori (Pandemis spp., Argyrotaenia pulchellana, Archips spp., Adoxophyes spp.)
  • Teleiodes decorella,
  • Fillominatori delle pomacee (Leucoptera scitella, Phyllonoricter spp. Cameraria ohridella),
  • Psilla del pero (Psyllapyri),
  • Nottue (Mamestra spp., Spodoptera littoralis e Heliothis armigera Agrotis ipsilon, Agrotis spp),
  • Pieris brassicae,
  • Pieris spp.,
  • Piralide (Ostrinia nubilalis),
  • Lepidotteri xilofagi (Cossus cossus e Zeuzera pyrina),
  • Minatori fogliari (Liriomyza trifolii e Liriomyza huidobrensis),
  • Mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata)
  • Mosca dell’olivo,
  • Verme rosso,
  • Capnode (Capnodis tenebrionis),
  • Dorifora (Leptinotarsa decemlineata),
  • Otiorrhynchus spp.,
  • Resselliella theobaldi,
  • Cecidomia del lampone (Lasioptera rubi),
  • Sesia del ribes (Sinanthedon tipuliformis),
  • Tentredine (Peteronidea ribesii) e Tentredine fasciata (Emphytus cinctus),
  • Tortrice dei germogli (Notocelia udmanniana),
  • Gortyna xanthenes,
  • Depressaria erinaceella,
  • Crioceris asparagi,
  • Napomyza gymnostoma,
  • Plutella xylostella,
  • Mosca del cappero (Capparimya savastanoi),
  • Cecidomia (Asphondylia spp.),
  • Nezara viridula,
  • Eurydema spp.,
  • Calocoris spp.,
  • Bagrada hilaris,
  • Acalles barbarus,
  • Cydia capparidan
  • Bega del garofano (Cacoecia pronubana)  o Lepidotteri defogliatori (Thaumetopoea  processionea, Thaumetopoea pityocampa, Lymantria dispar, Hyphantria cunea),
  • Metcalfa pruinosa,
  • Galerucella luteola.

Tossicità

Malgrado l’azione neurotossica nei confronti degli insetti, di efficacia paragonabile a quella dei vecchi fosforganici, lo Spinosad ha una tossicità bassissima nei confronti dei mammiferi.

Viste le sue cautele e le attenzioni per l’ambiente, dovete sapere che:

su bombi e api, il prodotto mostra un’elevata tossicità finché le superfici trattate sono umide, perciò si devono evitare irrorazioni durante la fioritura e, più in generale, ricorrere a trattamenti nelle ore serali. Anche la tossicità nei confronti dei pesci è leggera ma significativa.

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È’ indispensabile pertanto evitare l’applicazione di Spinosad nelle ore del giorno in cui le api sono in piena attività.

Nonostante questi limiti, l’impatto ambientale è basso perché il principio attivo è poco solubile in acqua, perciò non presenta rischi di inquinamento atmosferico per deriva e di inquinamento delle falde per lisciviazione.

Nel suolo si ferma nei primi centimetri del profilo e in superficie viene rapidamente degradato per via fotochimica.

All’interno dei vegetali viene altresì rapidamente metabolizzato, riducendo al minimo il rischio di accumulo di residui.

Spinosad: funziona davvero? Ecco quando e come usarlo. ultima modifica: 2018-11-03T06:24:18+00:00 da Francesco Giannetti

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