Ragnetto rosso: come salvare le nostre piante

ragnetto rosso

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Oggi parliamo del famigerato Ragnetto rosso che assale le nostre colture. Sono il Dott. Francesco Giannetti, collaboratore di Noi Siamo Agricoltura. Oggi ti svelo i principali metodi di come sconfiggere il Ragnetto rosso dei fruttiferi (Panonychus ulmi, Koch 1836).

Cos’è il Ragnetto rosso?

Sotto il nome di Ragnetto rosso, si identifica un particolare acaro di colore rosso, della famiglia dei Tetranichidi, che si nutre soprattutto delle foglie delle nostre care piante orticole, fruttifere e, in certi casi, anche ornamentali.

Questo fitofago parassita è molto polifago, cioè attacca numerose piante arboree, soprattutto la vite, il melo, il pero, il ciliegio, il pesco, gli agrumi, ma anche molte orticole (come il pomodoro, la melanzana, il cavolfiore, i cavoli, la soia, il frumento, il cotone, il caffè) e ornamentali (per esempio l’oleandro e la rosa).

Il suo corpo è molto simile a quello di un ragno ma le grandezze sono assai inferiori. La sua lunghezza, infatti, varia dai 0,4 ai 0,7 mm nelle femmine e dai 0,2 ai 0,3 nei maschi. Il colore è di un rosso intenso, più chiaro nei maschi.

Il Ragnetto rosso passa l’inverno sotto forma di uovo, nascosto tra le insenature di legno di diversa età. Le uova sono piccolissime, hanno un diametro di circa 0,1 mm e sono rosse con forma sferica. Ad aprile, cominciano a schiudersi e gli individui che ne nasceranno saranno i nuovi adulti della generazione successiva. Essendo un insetto molto prolifero e adattabile, dopo l’accoppiamento la femmina depone circa 40-50 uova che, passati circa 15 giorni a seconda delle condizioni ambientali più o meno favorevoli, si schiudono. In estate le uova vengono deposte sulle foglie e sono riconoscibili a occhio nudo, soprattutto se in gran numero.

Il Ragnetto rosso riesce a compiere anche otto generazioni l’anno, soprattutto se le temperature e le condizioni ambientali in genere lo permettono. Dopo un picco di presenza intorno a luglio e agosto, in settembre le ultime femmine adulte depongono le uova che passeranno l’inverno.

Quali sono i danni?

I danni provocati dal Ragnetto rosso sono causati dalla larva poco dopo essere fuoriuscita dall’uovo. La larva, infatti, si nutre delle cellule del mesofillo, cioè della parte della foglia sotto l’epidermide, grazie al suo apparato boccale pungente-succhiante. Per tale motivo, come per tutti gli insetti con tale apparato boccale, un buon metodo di prevenzione in agricoltura biologica e biodinamica può essere la Zeolite.

Così facendo, le foglie perdono il loro colore brillante e diventano di color bronzo, nel caso di Ragnetto rosso, oppure verso il giallo ocra, nel caso si tratti del suo cugino chiamato Ragnetto giallo (Eotetranychus carpini, Oudemans).

Il danneggiamento della foglia, come si può capire, provoca gravi danni al funzionamento della pianta stessa. Essendo la foglia l’organo principale della piante a compiere la fotosintesi e la respirazione, queste due attività fisiologiche sono peggiorate, ridotte o, nei casi più gravi, addirittura annullate. La foglia, quindi, può seccarsi e cadere, provocando così una perdita di efficienza nella produzione dei frutti. Tutto questo si traduce in un danno economico oneroso per l’imprenditore agricolo, sia come quantità di resa (PAU, prodotto agricolo utile) sia come quantità del contenuto di zuccheri, se si parla di vite o piante arboree da frutto.

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Ma quali sono le soluzioni? Come si può eliminare il Ragnetto rosso?

Il miglior metodo in assoluto per contrastare il Ragnetto rosso è quello di salvaguardare, o introdurre, altri acari ad esso antagonisti: i Fitoseidi. La femmina di questo particolare tipo di acari passa l’inverno nascosta tra la corteccia e, al momento della primavera, dà vita a tanti individui che sono gli unici che riescono a contrastare in modo reale il Ragnetto rosso in modo permanente!

I Fitoseidi sono molto utili non solo perché contrastano il Ragnetto rosso, ma anche perché riescono a combattere numerosi insetti patogeni delle piante (per esempio gli Acari Eriofidi, che causano l’erinosi della Vite, o i Tisanotteri) e riescono a svilupparsi su un vasto numero di materiale biologico, tipo il polline e i funghi.

E’ comprensibile, quindi, che un uso irrazionale di prodotti antiparassitari, tossici, provoca una mortalità vasta sia per il Ragnetto rosso ma anche per gli acari Fitoseidi e tutti gli insetti acaro-predatori.

Per incrementare la presenza dei Fitoseidi è bene favorire la presenza di polline o comunque favorire la biodiversità all’interno delle nostre colture.

I Fitoseidi sono anche disponibili in commercio, nel caso si vogliano ripristinare o crearne da zero una popolazione. L’immissione deve essere effettuata a fine inverno, prima della ripresa vegetativa.

In alternativa ai Fitoseidi, si può fare ricorso ad altri insetti predatori del Ragnetto rosso, come per esempio le coccinelle (Coccinellidae Latreille e Stethorus punctillum).

Da valutare bene è anche la soglia di intervento, ma per questo è bene fare riferimento al Vostro Agronomo o Consulente Agricolo.

Dott. Francesco Giannetti

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Ragnetto rosso: come salvare le nostre piante ultima modifica: 2017-10-02T14:54:42+00:00 da Nicole

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