Elicriso secco: come ottenerlo e come utilizzarlo

In questo articolo ti spiegheremo inoltre come ricavare dell’elicriso secco e in che modo utilizzarlo.

La pianta di elicriso è una pianta tipica della macchia mediterranea, semplicissima da coltivare nel tuo orto domestico o sul tuo terrazzo (a tal proposito, vuoi iniziare ad abbellire il tuo terrazzo, ma non sai da dove cominciare?

Prova a leggere questa guida che abbiamo preparato per te).

Coltivare l’elicriso ti darà la possibilità di apprezzarne il caratteristico profumo aromatico, una sorta di via di mezzo tra quello della liquirizia e quello del curry. Oltre al suo uso ornamentale, potrai anche utilizzarlo in cucina o estrarne il suo olio essenziale, ma è spesso utile anche grazie alle sue proprietà antiallergiche, antinfiammatorie, espettoranti e antibatteriche.

Iniziamo!

Indice

Elicriso secco: quali sono le sue caratteristiche?

È utile, prima di entrare maggiormente nello specifico, fare un piccolo ripasso sulle caratteristiche di questa pianta così tipica dei nostri paesaggi mediterranei.

L’elicriso è una pianta tomentosa, ricoperta da peli piccoli e lisci

Appartenente alla famiglia delle Asteraceae l’elicriso, o Helichrysum italicum, è particolarmente diffuso nell’Italia meridionale e nelle isole. Come detto, è una pianta comunissima di tutta l’Europa meridionale mediterranea.

Si tratta di una pianta perenne con portamento cespuglioso e che può raggiungere i 70cm di altezza. È molto ramificata soprattutto alla base, sviluppando così il caratteristico colore grigio-biancastro, mentre verso l’alto è di consistenza erbacea. L’elicriso è una pianta tomentosa, ovvero ricoperta da peli piccoli e lisci che formano una sorta di strato protettivo soprattutto sui rami più giovani.

Le foglie alterne, molli, lineari e con i margini ripiegati verso il basso, possono raggiungere una lunghezza di 40mm e una larghezza di 1mm; anch’esse sono ricoperte da una leggera peluria chiara.

L’elicriso fiorisce da luglio ad agosto, producendo dei fiori gialli e lunghi al massimo 3.5mm. La loro forma ricorda quella di una trombetta che si allarga sempre più man mano che si sale verso l’apice e ogni infiorescenza contiene tra i dodici e i quindici fiori. Queste infiorescenze, cosiddette a capolino, si raggruppano a loro volta in circa una trentina di corimbi, ovvero dei grappoli con fiori tutti alla stessa altezza.

I frutti sono degli acheni, dunque dei frutti secchi con un unico seme, lunghi 4mm e di forma oblunga.

I fiori e le foglie dell’elicriso emanano un aroma agrodolce e molto intenso, che ricorda un po’ quello della liquirizia e del curry, tanto che in inglese è conosciuto come curry plant. Se leggendo queste righe dovessi esserti incuriosito circa la coltivazione della liquirizia, puoi leggere questo articolo per saperne di più.

Elicriso: coltivazione

Abbiamo già parlato qui in maniera dettagliata circa la coltivazione dell’elicriso, ragion per cui ci limiteremo qui a fare un riassunto veloce di quello di cui avrai bisogno per coltivarlo.

Ti anticipiamo però che, essendo una pianta rustica, la sua coltivazione è davvero semplicissima:

  • il terreno deve essere leggero e sabbioso, perché l’elicriso non ama i terreni argillosi e compatti, e deve dunque avere un ph basico (se sei in dubbio, leggi qui come misurare il pH del terreno)
  • ti consigliamo di creare un substrato composto con terra comune mischiata a torba e sabbia
  • caratteristica fondamentale è che il terreno sia drenante e non si verifichino dei ristagni d’acqua
  • il clima deve essere prevalentemente mite e caldo, con un’esposizione in pieno sole
  • l’elicriso non reagisce ottimamente alle temperature basse, ragion per cui, se ti trovi in nord Italia, ti consigliamo di effettuare quantomeno una pacciamatura con foglie e residui di corteccia per proteggere le radici dal freddo (leggi qui come procedere se non l’hai mai fatto prima), oppure di coltivarlo in vaso per poterlo all’evenienza spostare dentro casa
  • la concimazione può avvenire al momento della semina, aggiungendo al terreno fosforo e potassio; se invece stai coltivando l’elicriso in vaso, concimalo con dello stallatico maturo durante i rinvasi, quindi ogni due anni; puoi anche utilizzare il concime semplice che si usa per le piante fiorite, in questo caso da applicare una volta l’anno durante la ripresa vegetativa. In generale ricorda però che l’elicriso non ama i terreni troppo fertili, quindi non esagerare con le concimazioni
  • l’innaffiatura deve essere costante solo con le piante giovani o con quelle che stanno patendo un lungo periodo di siccità. In tutti gli altri casi, puoi procedere con molta moderazione e stando sempre molto attento a non creare ristagni idrici
  • gli interventi di potatura consistono semplicemente nell’eliminare le infiorescenze ormai sfiorite e le parti danneggiate o ormai secche

Ma andiamo a vedere nel dettaglio come si possono essiccare le foglie di elicriso.

Essicazione: come funziona

Come si procede con l’essiccazione delle tue piante?

I metodi più comuni sono tre, ma prima ti ricordiamo le regole da seguire per evitare di rovinare tutto prima ancora di iniziare.

Ecco come seccare l’elicrisio

Procedi innanzitutto il prima possibile, senza lasciare fiori, foglie, radici e quant’altro ammassati in piccole buste, dove potrebbero marcire o deteriorarsi facilmente. Assicurati poi che non siano presenti residui di terriccio o parassiti.

Non lavare il materiale vegetale che vuoi essiccare, perché questo potrebbe sia favorire l’insorgere di muffe sia alterare il processo di conservazione.

Detto questo, puoi essiccare il tuo elicriso in tre modi:

  • realizza dei mazzetti di foglie e fiori e legali alla base, per poi appenderli con le foglie verso il basso in un ambiente fresco, ombroso e secco
  • disponi tutto su un canovaccio pulito, in ceste di vimini o in qualsiasi altro supporto abbastanza grande da permettere il passaggio dell’aria. Cambia la posizione del materiale vegetale ogni due giorni, in modo da rendere l’essiccamento il più uniforme possibile
  • se hai bisogno delle tue foglie secche il prima possibile ti consigliamo di utilizzare il forno, all’interno del quale dovrai inserire il tutto sistemato su una teglia rivestita con carta forno. La temperatura consigliata non supera i 50°C e ricorda di mantenere lo sportello leggermente aperto

Per avere dei consigli specifici in base alle diverse erbe aromatiche, dai un’occhiata a questo articolo.

Elicriso secco: come usarlo?

Hai coltivato il tuo elicriso e l’hai essiccato alla perfezione. Non ti rimane che capire cosa fare con le sue foglie.

Ecco qualche idea:

  • usale per insaporire le tue pietanze, soprattutto il riso, la carne, il pollo o le verdure
  • aggiungile ai misti di erbe aromatiche
  • provale all’interno degli impasti per le frittelle
  • prepara delle gustose tisane

L’elicriso dunque può abbellire il tuo giardino o il tuo balcone, soprattutto durante i mesi di fioritura, e può dare un tocco decisivo e personale alla tua cucina. Non solo: questa pianta può aiutarti nella lotta senza quartiere contro le zanzare grazie al suo aroma forte e caratteristico.

Se sei curioso di sapere quali altre piante possono aiutarti da questo punto di vista, abbiamo scritto questo articolo che fa al caso tuo.

Buon divertimento!

 

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Elicriso secco: come ottenerlo e come utilizzarlo ultima modifica: 2019-07-17T08:47:09+00:00 da Giulia Corrias

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