Coltivazione elicriso: la pianta aromatica della liquirizia

perpetuino

Tra le piante aromatiche comunemente impiegate in cucina non possiamo non menzionare l’elicriso, un arbusto molto diffuso in Italia anche grazie alla crescita spontanea.

Conosciamo allora nel dettaglio questo arbusto dai fiori colorati e dalle interessanti proprietà benefiche.

Coltivazione elicriso: storia della pianta e caratteristiche botaniche

elicriso sardo

L‘elicriso (Helichrysum italicum Roth, Don) è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Asteracee conosciuto anche come perpetuino o semprevivo, proprio perché si trova tutto l’anno.

Originario dell’Europa Meridionale, l’elicriso è ben diffuso in tutta Italia, dove trova il suo clima di crescita ideale, sia in pianura che in colline ad altezza massima di 800 metri.

In Sardegna soprattutto è diffuso sia in cucina che per altri usi, tanto da meritarsi l’appellativo di elicriso sardo.

Si presenta come arbusto dai rami legnosi, con altezza massima di mezzo metro, foglie strette e lunghe dal tipico color argento.

I rami più giovani sono coperti da una sottile peluria che si perde durante la crescita.

I fiori sono giallo intenso all’interno e petali bianchi o rosa, raggruppati in cima alla pianta, di forma cilindrica. L’impollinazione è affidata alle api e ad altri insetti.

Una particolarità unica dei fiori di elicriso è l’odore che ricorda molto quello della liquirizia: per questo è chiamato anche pianta aromatica della liquirizia o direttamente elicriso liquirizia.

Il ciclo biologico dell’elicriso ha la durata di un anno, suddiviso in questo modo:

  • in estate, la pianta entra in fase vegetativa, con piccoli accenni di foglie in ricrescita già presenti;
  • in autunno inizia l’accrescimento dei germogli, fino all’arrivo del periodo freddo;
  • in inverno arriva un momento di fermo, definito stasi vegetativa, con la correlata conservazione dei germogli;
  • in primavera inizia una fioritura massiva che si tramuta in fruttificazione entro l’estate.

Coltivazione elicriso: le tecniche

elicriso liquirizia

Vediamo quindi insieme come inserire l’elicriso nel nostro orto o nei vasi della nostra casa.

Clima e terreno ideale per l’elicriso

L’elicriso è una pianta che per natura ama le temperature medio-alte.

Per questo va coltivata in pieno sole, in luoghi dove non arriva un forte gelo. L’esposizione solare è importante per evitare che gli internodi si allunghino e l’infiorescenza sia penalizzata.

Per quanto riguarda il terreno, l’elicriso cresce spontaneamente anche su terreni difficili, prediligendo comunque quelli leggeri, sabbiosi o rocciosi, con un buon drenaggio per evitare i ristagni idrici e pH a tendenza basica.

Non potrà mai crescere su terreni argillosi, paludosi e dove il ristagno d’acqua è potente.

Moltiplicazione dell’elicriso

Per piantare nuove piante di elicriso è necessario innanzitutto raccogliere i semi e conservarli in luogo asciutto dall’estate di raccolta fino alla primavera successiva, o anche inizio estate – a patto che la temperatura si mantenga costante sopra i 20°.

La semina può iniziare in vaso, per poi trapiantarla in terreno quando la pianta aromatica sarà pronta.

Oltre alla semina, si può scegliere di riprodurre l’elicriso anche per talea o per divisione dei cespi.

Le talee vanno tagliate in lunghezze di circa 4 cm intorno a marzo, verso la fine dell’inverno, e quindi conservate in un luogo protetto.

Se hai già piante in vaso con radici ben formate, puoi optare per la divisione dei cespi, trasportando le radici e le piante in altri vasi.

Concimazione dell’elicriso

elicriso italico

Abbiamo già accennato al fatto che l’elicriso non ama terreni troppo carichi di sostanza organica, dato che preferisce terreni leggeri.

E’ bene evitare quindi compost o letame organico; un buon compromesso, da somministrare con cautela, può essere l’humus di lombrico.

Irrigazione dell’elicriso

L’elicriso è abituato a terreni aridi e secchi. Per questo non ha bisogno di irrigazione eccessiva, specialmente in inverno, dove si accontenta bene della pioggia stagionale.

Solo se coltivato in vaso, l’annaffiatura va ben seguita nella fase giovanile della pianta e subito dopo l’eventuale trapianto in terra.

Raccolta dell’elicriso

L’elicriso va consumato essiccato. Si possono prelevare i rametti più solidi e lasciarli essiccare all’aria.

Usi dell’elicriso

come coltivare elicriso

L’elicriso è una pianta molto interessante, sia da un punto di vista culinario che, e soprattutto, per le proprietà dell’erba aromatica.

In cucina le foglie dell’elicriso sono utilizzate per insaporire i piatti a base di carne. Non solo: dato che i semi dell’elicriso contengono flavonoidi, tannini, acido caffeico e altre sostanze, l’elicriso viene anche utilizzato per creare un ottimo olio biologico dalle proprietà depuranti.

E’ in erboristeria e omeopatia, però, che l’elicriso si distingue davvero per le sue proprietà benefiche.

Di fatto, l’elicriso ha effetti positivi sulla circolazione del sangue, sulla depurazione del fegato, sulle nevralgie, sulla rimozione del catarro bronchiale e in generale sull’apparato respiratorio.

Per finire, l’elicriso svolge un’azione positiva contro l’emicrania e i dolori da artrite.

E’ un vero e proprio toccasana da provare e sfruttare per ogni stato di malessere del corpo.

Coltivazione elicriso: la pianta aromatica della liquirizia ultima modifica: 2018-12-03T11:16:09+00:00 da Simona Ruisi

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