Come coltivare il castagno per avere frutti buoni e piante sane? La risposta ad ogni domanda in questa semplice guida per conoscere a fondo l’albero di castagno.

Il castagno (Castanea sativa Mill., 1768) è una pianta fruttifera largamente diffusa in Italia.
L’albero di castagno ed è in grado di raggiungere 25-30 metri di altezza, e a causa di queste dimensioni generalmente non viene coltivato nei giardini di casa.
L’albero di castagno è caratterizzato da un fusto tozzo di colore verde e una chioma ben sviluppata e fitta, adatta a raccogliere i frutti. Le foglie hanno forma ellittica e colore verde, inizialmente ricoperte da peluria in età giovane, lasciando poi spazio ad un tono più lucido.
I frutti del castagno, ovvero le castagne, sono racchiusi in ricci pungenti che ospitano da uno a tre castagne ciascuno. La produzione può variare di anno in anno, sia in quantità che in grandezza dei frutti.
Sulle piante di castagno sbocciano fiori sia maschili che femminili, favorendo quindi l’autoimpollinazione e l’autofertilità; in alcune specie, però, tendono a sbocciare esclusivamente fiori maschili, motivo per cui vengono coltivate piante di castagno di diverse tipolige in spazi ravvicinati. E’ questo il caso di alcune qualità di marroni.
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Quando coltivare il castagno
L’albero di castagno è mesotermico, ossia è adatto ad una temperatura media fra gli 8 e i 15 gradi. Il suo ambiente ideale è quindi fresco, collinare o montuoso, insieme ad altri alberi di castagno nelle vicinanze – per questo motivo spesso gli alberi di castagno creano vere e proprie foreste.
La pianta del castagno sopporta comunque temperature anche molto basse, fino a -20°; ciononostante è sconsigliato avviare una piantagione a queste temperature, poiché l’albero farebbe più fatica a produrre frutti.


