Cancro del castagno, dai sintomi alla cura.

cancro del castagno

Siamo in autunno e le castagne diventano le protagoniste principali di questo periodo. Non da meno, anche gli alberi del castagno. Per produrre ottimi frutti, quindi, questi ultimi devono godere di piena salute. Una tra le malattie più ricorrenti è sicuramente il cancro del castagno e in questo articolo vi sveleremo come riconoscerlo e come intervenire prontamente per curarlo al meglio.

Il fungo responsabile di questa malattia colpisce solo la corteccia dell’albero, quindi come prima azione è importante visionare con cura il fusto e i rami, specialmente i più giovani. Questa pericolosa malattia è arrivata sulle nostre piante dal lontano Oriente e bensì tutt’oggi si siano trovate cure e rimedi colpisce prontamente moltissimi esemplari in tutto il territorio.

 

Sintomi del cancro del castagno

Cosa dobbiamo tenere d’occhio?

Come accennato, il cancro del castagno colpisce i rami e il tronco dell’albero. Il primo campanello d’allarme che ci deve far preoccupare è senza dubbio la presenza di macchie di diversa grandezza e forma di color rosso scuro, tendente al color mattone. La forza di questo parassita è talmente evidente che se non curata prontamente, nel giro di poco tempo la corteccia tende a formare delle specie di rigonfiamenti creando dei veri e propri tagli. Queste lacerazioni della corteccia diventano molto profonde, fino a far spezzare i rami dell’albero. Il cancro del castagno provoca la morte vera e propria del tessuto dell’albero e infatti riusciamo a vedere il colore giallastro all’interno di queste rotture, tipico dei tessuti morti. Analizzando con molta attenzione la corteccia degli alberi infetti si possono notare dei feltri miceliari in prossimità delle estremità. Una particolare caratteristica da prendere in considerazione è che proprio questi feltri sono disposti a ventaglio.

Questa malattia ha una grande rapidità di abbattimento, di fatto, se non curata nel modo adeguato oppure se trascurata può portare nel giro di pochi mesi alla morte della pianta stessa. Proprio nei castagni, il parassita colpisce in primo luoghi i rami più piccoli e giovani per passare nel giro di poco tempo ai rami più grossi fino ad arrivare al tronco dell’albero. I castagni sono particolarmente soggetti a questo agente patogeno, ma ricordiamoci che non sono gli unici ad essere attaccati, di fatto altre varietà reagiscono in modo diverso alla malattia, non rischiando la vita ma presentando solo piccoli problemi risolvibili. Il fattore negativo in questi casi, è che proprio l’albero infetto può colpire rapidamente anche tutti gli altri, tenendo così “in corpo” i funghi, pronti ad entrare in azione.

I fattori climatici e ambientali come il vento e le piogge, sono fondamentali per la proliferazione di questa malattia. Il parassita del cancro del castagneto è un fungo ascomicete. È quindi importante sottolineare che il parassita si nasconde e “va in letargo” tutto l’anno e si diffonde tramite le ascospore e i conidi. Una volta che il parassita riesce ad intaccare un organismo, si insedia e lo sviluppo insieme alla proliferazione dipende sempre da diversi fattori, sia ambientali che biologici, senza dimenticare che lo stato di ricettività della pianta ospitante incide molto come condizione.

Prevenzione e cura del cancro del castagno

Come ogni malattia e patologia è importante partire dalla prevenzione, specialmente nelle specie più predisposte. Quando svolgiamo la potatura di questi alberi è importante impiegare attrezzi e strumenti sterilizzati appositamente, soprattutto nel caso in cui precedentemente abbiamo effettuato lavori su piante malate. In secondo luogo la prevenzione prevedere di disporre sui tagli dell’innesto dei contenuti cicatrizzanti.

Per quanto riguarda la cura diretta, che ci aiuta a sconfiggere la malattia in atto, l’azione principale è quella di eliminare tramite apposita potatura tutte le branche disseccate e infine di bruciare il materiale. Questo è unico modo per eliminare definitivamente il fungo in questione. È importante bruciare prontamente anche i polloni considerati infetti.

A livello curativo, si può apportare sulla parte del tronco o dei rami infetti degli impacchi di terreno che andranno ad agire direttamente sul fungo, apportando un beneficio sperimentato da recenti ricerche in questo ambito.

Questo non è l’unico cancro che può attaccare le piante, vi abbiamo parlato anche del cancro nelle Drupacee, se ve lo siete persi lo potete trovare qui.

Cancro del castagno, dai sintomi alla cura. ultima modifica: 2017-11-06T17:52:49+00:00 da Nicole

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