Botrite su vite e orticole: tutte le soluzioni contro la muffa grigia

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La Botrite è una malattia che danneggia la vite, le fragole, il pomodoro e tante altre colture ortive. Oggi ti spieghiamo come sconfiggere la Botrite.

Del Dott. Francesco Giannetti

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Botrite: identificazione e sintomi

La Botrite (Botrytis cinerea) viene anche riconosciuta sotto il semplice nome di muffa della vite o muffa grigia.

Se pur molto spesso viene associata alla vite e basta (da qui Botrite della vite), in realtà questa malattia fungina colpisce anche tante altre piante ortive.

Si tratta di un fungo parassita che riesce ad adattarsi a numerosi ambienti e a numerosi vegetali. Questa sua caratteristica lo rende difficile da controllare e debellare.

Nella vite colpisce soprattutto i grappoli, dove determina anche la maggior parte del danno, ma anche gli altri organi verdi della pianta.

In ogni parte colpita, se le condizioni di temperatura e umidità si mantengono favorevoli al suo sviluppo (temperatura 15-25 °C e alta umidità), si forma una caratteristica muffa grigia compatta.

Sintomi sul grappolo

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La Botrite colpisce gli acini che sono recettivi soprattutto dopo l’invaiatura, cioè l’inizio della maturazione. Infatti, le trasformazioni chimiche indotte dalla maturazione, dalla differenziazione del colore degli acini e dall’accumulo di zuccheri all’interno di essi favoriscono la comparsa del fungo.

Gli acini colpiti prendono un colore più scuro e poi marciscono completamente; su di essi si forma poi la classica muffa grigia.

Il marciume è sempre favorito da lesioni dovute ad altre fisiopatologie, come ad esempio l’accrescimento degli acini, l’oidio, la peronospora, la tignola, ecc. È proprio all’interno di queste ferite che si insedia il fungo dannoso della Botrite.

Per le uve da vino, il danno per l’attacco al grappolo è notevole: si manifesta con maggiore intensità nel caso di uve con grappoli serrati e compatti.

Muffa nobile

In alcune zone europee (comprese alcune realtà italiane) vi è un ceppo di Botrite che, in determinate condizioni ambientali, determina un’infezione larvata con sintomatologia caratteristica sull’acino: si ha una forte disidratazione e appassimento senza la rottura di esso, evitando così la contaminazione dei suoi succhi.

In questo modo, l’acino si può anche ricoprire di muffa grigia ma senza spappolarsi (queste uve vengono dette “infavate”).

Questa situazione favorisce una concentrazione dei succhi zuccherini degli acini stessi, determinando, in fase di vinificazione, la produzione di vini particolarmente aromatici e pregiati (Sauternes, Monbazillac, Tokai).

Questa “infezione” viene chiamata muffa nobile e costituisce un pregio, non una “malattia”.

Il termine muffa nobile, quindi, viene assegnato proprio per il fatto del non essere nociva, ma anzi essere l’elemento peculiare di determinate produzioni vinicole.

Sintomi sulle foglie

I sintomi di attacco da Botrite sulle foglie sono poco frequenti e poco dannosi. Si manifestano soprattutto in primavera, nei periodi molto piovosi.

Si può riconoscere un attacco di Botrite sulle foglie in quanto queste assumono delle necrosi rossastre localizzate soprattutto ai bordi.

Sintomi sui germogli e sui tralci

I sintomi sui germogli e sui tralci sono poco frequenti e circoscritti al periodo primaverile, umido e piovoso.

Sui germogli compaiono dei marciumi molli che tendono prima a necrosare e poi a seccarsi.

Sui tralci ancora verdi (erbacei) possono comparire delle necrosi e degli imbrunimenti diffusi, sui quali si formano dei piccoli puntini neri: questi sono le “banche dati” dove gli sclerozi del fungo nocivo si racchiudono.

Botrite del pomodoro

La Botrite del pomodoro si manifesta pressappoco come nella vite e in altre colture orticole.

In questa sede, si vuole prendere in considerazione soprattutto la Botrite del pomodoro per motivi di interesse agronomico.

Anche in questo caso, la Botrite del pomodoro comporta la perdita dei frutti a causa del marciume che li colpisce.

La muffa grigia può colpire anche i fiori e degenerare ancora prima che i frutti nascano, portando così alla morte della pianta.

Vedi anche come coltivare i pomodori.

Botrite della fragola

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Altra forma di muffa grigia da tenere in considerazione è la Botrite della fragola.

Al contrario di quanto avviene nella vite, il patogeno è in grado non solo di colpire tutti gli organi della pianta in modo grave, ma soprattutto di attaccare i frutti in tutte le loro fasi di sviluppo.

L’attacco sui fiori si può manifestare in due modi diversi:

  1. Colpendo gli organi sessuali;
  2. Colpendo il calice o il ricettacolo. In questo caso l’attacco rimane nascosto per manifestarsi poi in modo molto aggressivo appena le condizioni climatiche lo consentono.

I sintomi sulle fragole iniziano con la comparsa di macchie bruno-chiare che si estendono in poco tempo sull’intero frutto.

In caso di elevata umidità, le superfici colpite si ricoprono della muffa grigia di cui parlavamo prima.

Vedi anche come coltivare le fragole.

Metodi di cura

Data la natura della Botrite e del suo modo di manifestarsi, sono fondamentali alcune tecniche agronomiche da eseguire per prevenire il danno.

Tra queste si ricorda:

  • In zone dove la Botrite è già comparsa, NON scegliere cultivar di vite con grappoli troppo serrati, compatti e con bucce troppo sottili;
  • Eseguire concimazioni azotate razionali, quindi senza somministrazioni eccessive;
  • Tagliare l’erba sotto chioma in modo da ridurre il ristagno di umidità;
  • Adottare dei quantitativi d’acqua d’irrigazione consoni al tipo di terreno e della coltivazione su cui si opera;
  • Adottare la tecnica della “potatura verde”: si tratta di eliminare le foglie che coprono i grappoli, i quali, di conseguenza, senza l’ombreggiamento matureranno più velocemente e non subiranno l’eccesso di umidità dovuto alle masse fogliari;
  • Evitare l’irrigazione sopra chioma (per quanto riguarda pomodoro, fragola e altre orticole);
  • Asportare tempestivamente le parti vegetali infettate e bruciarle;
  • Adottare la pacciamatura (per le orticole) per evitare il contatto dei frutti con il terreno.

Oltre alle tecniche agronomiche che mirano alla prevenzione, la muffa grigia viene affrontata anche con mezzi chimici. Questi mirano principalmente a due obiettivi:

  1. Contrastare le altre patologie che potrebbero portare alla comparsa della Botrite (odio, tignola e peronospora);
  2. Contrastare la muffa grigia con l’uso di sostanze antibotritiche.

 

Botrite su vite e orticole: tutte le soluzioni contro la muffa grigia ultima modifica: 2018-08-11T11:59:10+00:00 da Francesco Giannetti

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