L’ irrigazione a goccia non è collegata strettamente alla modernità ma anche ai tempi più remoti, come riporta anche Wikipedia. Di fatto, metodi simili venivano utilizzati anche nei tempi antichi, dove veniva realizzata riempiendo d’acqua un contenitore di argilla, che si svuotava lentamente, irrigando le piante in maniera costante. Ovviamente ora la tecnica è molto più sofisticata e con il passare del tempo ha subito notevoli miglioramenti. Per prima cosa vediamo esattamente in cosa consiste questo metodo.
Indice
IRRIGAZIONE A GOCCIA: ECCO SPIEGATO IL METODO
Il concetto fondamentale dell’irrigazione a goccia è quello di somministrare la giusta quantità d’acqua a ogni singola pianta, solo quando e dove serve.
La mente di tutto ciò è la centralina, il vero punto di partenza di tutte le fasi successive.
Essa consente di stabilire in modo automatico e soprattutto in maniera personalizzata la quantità e la frequenza delle irrigazioni giornaliere.
Dalla centralina l’acqua viene diffusa ai gocciolatori oppure ai microirrigatori.
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La funzione di questi ultimi, è quella di garantire un flusso continuo e preciso di acqua.
I gocciolatori sono inoltre regolabili, per dosare la giusta quantità d’acqua in funzione delle diverse necessità delle piante.
Ci sono diversi fattori di fatto che fanno variare il numero dei punti goccia.

