Farina di insetti: la guida completa

farina di insetti

Immaginiamo che inserire “farina di insetti” nel titolo di un articolo possa immediatamente generare sentimenti e opinioni contrastanti.

Da una parte c’è chi non ha paura ad accettare nuove sfide alimentari, è pronto ad assaggiare ciò che è molto lontano dalla propria cultura e riconosce negli insetti una possibile fonte di nutrimento.

Dall’altra parte, la sola idea di ingerire alimenti composti da farina di insetti causa un disgusto insormontabile.

Restando fermi su queste posizioni, è comunque giusto capire dove e come si sta muovendo la produzione di farina di insetti, quali sono i suoi risvolti, positivi e negativi, per la nostra alimentazione, e in che modo un cambiamento così radicale possa contribuire anche alle sorti del pianeta stesso.

In questo articolo parleremo quindi della farina ottenuta dagli insetti, iniziando proprio dalla base: cos’è e come la si ottiene.

Indice

Di cosa è fatta la farina di insetti

La farina di insetti è esattamente ciò che il nome suggerisce: una polvere fine ottenuta dalla macinazione di insetti disidratati.

Gli insetti utilizzati per produrre questa farina variano, ma spesso includono cavallette, grilli (a proposito, leggi anche il nostro approfondimento sulla farina di grilli) e larve di farfalle.

Per la produzione della farina di insetti si procede quasi allo stesso modo della produzione di farina di grano: si procede con la raccolta, quindi con la pulizia e con la disidratazione.

Una volta che hanno perso tutta la loro componente di acqua, gli insetti secchi sono macinati finemente fino ad ottenere una farina utilizzabile per la produzione di vasta gamma di prodotti alimentari.

La farina di insetti fa male?

Questa è la prima domanda, forse la più ricorrente, quando si parla di insetti. È un bene o un male per la salute nutrirsene?