di dott. Giuseppe Pepe
Il sangue di bue può essere un buon rimedio contro alcune delle cause che possono portare all’ingiallimento delle foglie di una pianta.
Troppo sangue di bue però, come l’eccesso di tutti gli altri concimi e di ogni altra cosa in natura, potrebbe portare a danni alle colture.
In questo articolo parleremo del sangue di bue e dei fertilizzanti che lo contengono, quando e come utilizzarlo e quali sono i danni e gli eventuali rimedi di quando si utilizzano dosi eccessive di questo fertilizzante naturale.
Buona lettura!

Indice
Sangue di bue e concimazione
Abbiamo già affrontato il discorso delle concimazioni azotate e degli eccessi e delle bruciature dovute a dosi troppo elevate di fertilizzanti sia in pomodoro che per le rose che per altre colture.
Il sangue di bue è in tutto e per tutto un fertilizzante naturale e anche in questo caso dosi troppo elevate possono creare problemi e danni del tutto contrari agli obbiettivi di partenza.
Il prodotto rientra tra i concimi organici disponibili a livello commerciale ed è un fertilizzante ricavato dal sangue essiccato proveniente dalla macellazione degli animali, nelle forme commerciali viene aggiunto anche della melassa.
Questo fertilizzante di origine naturale si può trovare commercializzato sia in forma liquida che solida. Quest’ultima è comunque solubile in acqua più o meno allo stesso modo del prodotto liquido.


