Rame in agricoltura: quali sono i rischi?

rame in agricoltura

È da molto tempo che il rame e i prodotti a base di esso vengono impiegati in agricoltura per combattere la proliferazione di malattie fungine.

Questa sua particolare proprietà, infatti, venne scoperta nella seconda metà del 1700, garantendo a questo minerale un posto d’eccellenza nel settore primario, tanto che la pratica di trattare i cereali con il solfato di rame per evitare la crescita delle muffe venne sviluppata e diffusa pochi decenni dopo.

Nel 1880, in Francia, la grande intuizione fu quella di trattare la vite con i sali di rame per prevenire la peronospora.

Se da un lato si tratta di una tecnica assolutamente efficace che garantisce un risultato garantito contro molte varietà di funghi che attaccano le piante e le colture, dall’altro l’impiego del rame in agricoltura comporta notevoli rischi ambientali ed eco-tossicologici.

In questo articolo tenteremo di fare luce e chiarezza proprio su questo aspetto, proponendo anche delle valide alternative da impiegare in sostituzione al rame.

Indice

Rame in agricoltura: di cosa si tratta?

Quando si tratta di rame e i preparati a base di rame in agricoltura, tutto si riduce a una frase: la virtù sta nella giusta misura.

rame in agricoltura

Nella viticoltura, il rame è molto sfruttato: è stato il primo settore che ne ha sfruttato le potenzialità antifungine

Questo elemento, infatti, può essere un potente alleato delle tue piante, così come potrebbe esserne la distruzione; tutto dipende, sempre, dalla quantità di rame con cui la pianta entrerà in contatto.

Il rame è un micronutriente per le piante, ma, essendo a tutti gli effetti un metallo pesante, la sua presenza in quantità eccessive potrà a catastrofiche conseguenze rendendo il terreno tossico per gli organismi viventi, dalle piante ai mammiferi.