Agricoltura di piantagione: cos’è, come funziona e quali colture coinvolge

agricoltura di piantagione

L’agricoltura di piantagione è un sistema produttivo basato sulla monocoltura su larga scala, ovvero grandi estensioni di terreno coltivate con un’unica specie, destinate quasi interamente all’esportazione. Non è pensata per sfamare la comunità locale, ma per rifornire i mercati internazionali.

Si pratica prevalentemente nelle regioni tropicali e subtropicali, dove il clima caldo e umido permette di coltivare specie che in Europa non crescerebbero mai in quantità industriali: caffè, cacao, tè, banane, canna da zucchero, olio di palma, gomma naturale.

Rispetto all’agricoltura estensiva o a quella intensiva, la piantagione si distingue soprattutto per la specializzazione totale: un’azienda, una coltura, un mercato di destinazione.

Indice

Dove si pratica e quali sono le colture principali

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Le piantagioni sono concentrate in tre grandi aree geografiche: America centrale e meridionale, Africa subsahariana e Asia sudorientale. Sono zone che condividono un clima favorevole alle colture tropicali e una disponibilità di terreni estesi a basso costo.

Le colture variano in base al paese e al clima locale. Il caffè domina in Brasile, Colombia, Etiopia e Vietnam. Il cacao arriva principalmente da Costa d’Avorio e Ghana. Le banane da Ecuador, Costa Rica e Filippine. La canna da zucchero è coltivata su scala enorme in Brasile, India e Thailandia. L’olio di palma, tra le più produttive in assoluto in termini di resa per ettaro, viene ricavato principalmente da Indonesia e Malaysia. La gomma naturale è ancora oggi prodotta in larga parte in Thailandia, Indonesia e Vietnam, dove le piantagioni di Hevea brasiliensis coprono milioni di ettari.