Lo stramonio comune è una delle piante più velenose presenti nel nostro paese, nonché una delle più diffuse: cresce infatti in pianura come in montagna, nei terreni incolti ed è soprattutto un infestante nei terreni coltivati.
La sua bellezza non deve ingannarti: lo stramonio è velenoso in ogni sua parte. Questo a causa di un’altissima concentrazione di alcaloidi, soprattutto della scopolamina.
In questo articolo ti spiegheremo come riconoscerlo e come trattarlo, ma anche come coltivarlo, nel caso in cui non volessi rinunciare ad avere una pianta così particolare, bella e pericolosa nel tuo giardino.
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Stramonio comune: storia
Lo stramonio comune è conosciuto anche come erba del diavolo o erba delle streghe. Questo perché nell’antichità lo stramonio era particolarmente utilizzato per le sue proprietà allucinogene, sedative e narcotiche, soprattutto durante i rituali sciamanici.
Caratteristico di regioni sub-tropicali con un clima temperato, si è poi diffuso in tutto il continente americano, in Europa e in Asia durante il XVI secolo. In Italia lo stramonio viene considerato una specie esotica coltivata spontaneizzata.
Il veleno dello stramonio, che provoca una paralisi della muscolatura respiratoria, è stato anticamente usato per compiere omicidi o suicidi.



