Fertilizzanti: dall’Unione Europea nuovi limiti sulle sostanze dei concimi

compost

Già da qualche anno le commissioni dei settori agricoli dei paesi UE collaborano per uniformare le quantità e le qualità dei fertilizzanti in commercio, favorendo soprattutto quelli ottenuti da materiale organico e riciclato.

Difatti ancora oggi resta difficile per i produttori di fertilizzanti commerciare i loro prodotti all’interno dei paesi dell’Unione Europea, proprio a causa dei diversi criteri normativi adottati da ogni stato e derivanti da analisi soggettive dei terreni e del clima.

Le regole finora in vigore hanno riguardato soprattutto i fertilizzanti convenzionali, di origine chimica o minerale.

In questi casi, dove si preferisce la sintesi in laboratorio al posto del concime di origine organica, l’Unione Europea è appositamente intervenuta per limitare a livello complessivo l’emissione di anidride carbonica e l’eccessivo consumo di energia.

fertilizzanti organici

Fertilizzanti organici: le novità normative

Sul concime organico e sui fertilizzanti di origine animale, la prima forma di regolamentazione comune arriva proprio in questi giorni con l’introduzione di limiti sulla presenza di alcune sostanze nei concimi fosfatici.

Tali limiti riguardano soprattutto la presenza di metalli pesanti, i più pericolosi per la salute e l’ambiente.

Una delle limitazioni più importanti e più discusse ha riguardato il cadmio: dopo lunghe diatribe, l’accordo prevede la presenza di massimo 60mg/kg di cadmio all’interno dei regimi fosfatici.

Tale limite potrà essere revisionato almeno dopo quattro anni dalla sua applicazione. L’entrata in vigore è invece prevista tra tre anni.

Inoltre, ogni azienda potrà decidere volontariamente di dichiarare il basso valore di cadmio in etichetta qualora tale valore non superi 20mg/kg nei loro composti.

L’accordo sarà discusso nei prossimi mesi alla prossima sessione plenaria del Parlamento Europeo.

Fertilizzanti organici: la situazione attuale

Perché l’Unione Europea sta riponendo tutta la sua attenzione sul commercio di fertilizzanti di natura organica?

Le ragioni sono sia di tipo commerciale, sia di natura ambientale:

  • promuovere una forma di economia circolare all’interno dei paesi UE per la compravendita di fertilizzanti con etichette valide per ogni stato;
  • facilitare l’introduzione nel mercato di nuovi fertilizzanti innovativi che rispettino le norme comunitarie;
  • garantire la sicurezza e la qualità dei fertilizzanti obbligando i produttori al rispetto delle norme definite dalla comunità europea.

Di fatto, attualmente solo il 5% degli scarti organici viene riutilizzato come fertilizzante naturale nei terreni, quando invece si potrebbe arrivare fino ad un 30% di fertilizzante naturale se venissero reimpiegati più scarti lavorati in maniera corretta.

Inoltre, guardando ai fertilizzanti chimici finora in commercio, quasi la metà non rispetta le nuove norme, quindi per i prossimi tre anni le aziende dovranno studiare a fondo i loro composti per ritrovare nuove formule a norma di legge.

Solo così, infatti, potranno essere venduti nel grande mercato dell’Unione Europea.

Fertilizzanti: dall’Unione Europea nuovi limiti sulle sostanze dei concimi ultima modifica: 2018-11-22T13:56:33+00:00 da Simona Ruisi

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