Già da qualche anno le commissioni dei settori agricoli dei paesi UE collaborano per uniformare le quantità e le qualità dei fertilizzanti in commercio, favorendo soprattutto quelli ottenuti da materiale organico e riciclato.
Difatti ancora oggi resta difficile per i produttori di fertilizzanti commerciare i loro prodotti all’interno dei paesi dell’Unione Europea, proprio a causa dei diversi criteri normativi adottati da ogni stato e derivanti da analisi soggettive dei terreni e del clima.
Le regole finora in vigore hanno riguardato soprattutto i fertilizzanti convenzionali, di origine chimica o minerale.
In questi casi, dove si preferisce la sintesi in laboratorio al posto del concime di origine organica, l’Unione Europea è appositamente intervenuta per limitare a livello complessivo l’emissione di anidride carbonica e l’eccessivo consumo di energia.



