Zigena della vite: conosciamo questa farfalla parassita della vite!

zigena della vite

di Dott. Giuseppe Pepe  

Oggi vi parleremo della zigena della vite, un insetto appartenente alla famiglia dei lepidotteri che vive esclusivamente sulla vite.

Questa farfalla può essere localizzata in alcuni comprensori viticoli, generalmente in prossimità dei boschi e maggiormente lungo le fasce perimetrali di confine, con la possibilità di danni alla vite.

In questo articolo quindi descriveremo la zigena della vite, parleremo del suo ciclo vitale, dei danni che può provocare e dei metodi per tenerla lontana e per eliminarla dal campo, quando e se necessario.

Buona lettura!

zigena della vite

Descrizione e ciclo biologico della zigena della vite

La zigena della vite è un insetto, tipico del Bacino del Mediterraneo appartenente all’ordine dei Lepidotteri e alla famiglia Zygaenidae.

Il nome scientifico completo dell’insetto è Theresimima ampelophaga (Bayle-Barelle, 1809).

In pratica la zigena della vite è quella che comunemente possiamo chiamare farfalla; una farfalla però che vive a spese della vite.

Le uova sono ovali, inizialmente giallognole e successivamente verdastre. SI ritrovano sulla pagina inferiore delle foglie.

Da larva presenta tre stadi larvali. Le larve giovani hanno una colorazione giallastra mentre a maturità presentano una colorazione grigio-brunastra con presenza di peluria e ciuffi di peli più scuri sul dorso e chiari sui laterali. La dimensione delle larve mature si aggira intorno ai 15 mm di lunghezza.

Le crisalidi di zigena della vite sono inizialmente bianche, ma in seguito tendono a diventare giallastre. Si ritrovano all’interno di bozzoli di un color bianco chiaro attaccate alla corteccia della pianta ospite, oppure tra le foglie.

Da adulta la zigena della vite si presenta come una farfalla con un’apertura alare di circa 20-30 mm. Le ali si presentano di colorazione bronzee o brunastre mentre il corpo di colore verde-blu.

La zigena della vite supera l’inverno attraverso lo stadio larvale,  trovando riparo in piccole gallerie nei tralci di vite.

I primi danni si hanno già con la ripresa in primavera.

Agli inizi di giugno iniziano a farsi notare i primi adulti, con i primi accoppiamenti dopo pochi giorni dallo sfarfallamento.

Le femmine di zigena della vite possono deporre fino a 200-300 uova, in gruppi di circa una cinquantina di uova sulla pagina inferiore delle foglie.

Gli adulti si notano più facilmente al crepuscolo, durante il giorno, infatti, restano nascosti tra la vegetazione e per questo motivo vengono chiamate anche nottue.

Le larve iniziano a comparire in seguito a una o due settimane dall’evento di ovideposizione e presentano una sospensione dell’attività alimentare durante il periodo caldo estivo, tra fine luglio e metà settembre.

A fine estate si preparano a penetrare all’interno della parte terminale dei tralci di vite, o dentro gli speroni di potatura; scavando gallerie di circa 1 o 2 cm per trovare riparo dove passare l’inverno.

In fondo alle gallerie scavate nei tralci, le larve di zigena della vite si posizionano tessendo un bozzo sericeo, in attesa di completare lo sviluppo nella primavera successiva.

La zigena della vite compie una sola generazione all’anno in Italia; in alcuni Paesi come ad esempio il Libano, anche due generazioni annue.

zigena della vite

Danni causati dalla zigena della vite

I danni alla vite causati dalla zigena si verificano già a inizio primavera, a discapito delle gemme appena aperte per mezzo delle larve svernanti.

Dopo una prima fase iniziale di danno alle gemme, le larve svernate passano ad attaccare i giovani germogli e in seguito le foglie, dove provocano ampie erosioni per mezzo alimentare.

Dopo l’accoppiamento e la deposizione delle uova sulla pagina inferiore delle foglie da parte della generazione svernante; in estate, le larve di zigena della vite appena nate, iniziano subito ad attaccare le foglie giovani, proseguendo fino a settembre senza quasi mai creare danni alla pagina superiore e alle nervature delle foglie attaccate.

Infine, in arrivo dell’inverno, le gallerie scavate ai danni dei tralci per cercare riparo alla stagione avversa, possono rappresentare una via di ingresso all’interno della pianta per funghi, virus e batteri.

Anche se in alcune regioni di Italia, la zigena della vite viene rinvenuta praticamente sempre, i danni non sono mai tali da rappresentare una gravità tale da richiedere interventi appropriati.

Inoltre, se ben condotto il controllo di altri insetti parassiti della vite, come ad esempio i trattamenti in luglio eseguiti contro la seconda generazione della tignoletta della vite, si riesce tranquillamente a contenere anche le larve di zigena della vite, presenti sulle foglie.

Prevenzione, monitoraggio e lotta

Anche se normalmente la zigena della vite non desta particolari preoccupazioni, possono comunque concentrarsi elevati livelli localizzati di popolazione con conseguente aumento del rischio di danno.

A questo punto risulta necessario dare alcune indicazioni su come prevenire e contenere questo lepidottero, tenendo ben presente, come sempre, che un vigneto tenuto in salute facendo ricorso alle cosiddette buone pratiche agronomiche, rappresenta sempre il miglior intervento di lotta contro parassiti e malattie, limitando il rischio di esplosioni e diffusioni di zigena della vite, aumentando la capacità di risposta positiva delle piante sotto attacco.

In fase di prevenzione, rappresentando i rami luogo di riparo invernale, risulta importante eseguire tutti gli interventi di potatura prima della fine di marzo e distruggere tutti i residui di potatura, in modo da allontanare dal vigneto eventuali larve riparate nei residui.

zigena della vite

Prima di qualsiasi intervento di lotta va ricordato che alcuni livelli di popolazione di un parassita in campo sono generalmente considerati tollerabili in virtù del danno economico correlato.

Le popolazioni si controllano attraverso un continuo monitoraggio in campo e gli interventi andranno fatti secondo il principio della lotta guidata, al superamento della soglia di intervento, che è generalmente pari a 6-7 larve vive per pianta rinvenute nelle fasi di pre-germogliamento. Il campionamento va fatto su almeno 20-30 ceppi per ettaro di vigneto;

In caso di ricorso a insetticidi, questi vanno usati, contro la zigena della vite, come larvicidi nelle fasi di pre-germogliamento, contro le larve svernanti in fase di fuoriuscita dai tralci.

L’intervento dovrà essere eseguito solo nel settore del vigneto effettivamente infestato e possibilmente con insetticidi naturali a breve tempo di carenza come ad esempio spinosad oppure Bacillus thuringiensis var. Kurstaki.

In caso di forti infestazioni è possibile eseguire trattamenti con insetticidi validi contro i lepidotteri.

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Zigena della vite: conosciamo questa farfalla parassita della vite! ultima modifica: 2019-07-13T05:48:42+00:00 da Dott. Giuseppe Pepe

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