La rivolta dei pastori non è più chiusa nella sola Sardegna.
I pastori sardi hanno aperto un vero e proprio vaso di Pandora, subito appoggiato dalle comunità agricole situate in tutta Italia.
Le proteste di questi giorni stanno prendendo sempre più piede dal Nord al Sud, portando allevatori e coltivatori ad occupare strade e piazze, a gettare il latte per strada, a ribellarsi ad un sistema che li ha messi irrimediabilmente al tappeto.
La guerra al ribasso sul prezzo del latte di pecora non riguarda solamente questa specie. Anzi, a dirla tutta, non riguarda nemmeno solamente il latte.
La lotta sul prezzo inferiore che azzera i margini di guadagno riguarda tutto il settore agricolo: dalle coltivazioni alla vendita di bestiame, dai prodotti caseari alla trasformazione dei prodotti agricoli.
Ogni giorno che passa, questo sasso lanciato dai pastori sardi continua a trasformarsi sempre più in una valanga.
Come è stato possibile arrivare a questo punto senza che né lo Stato, né l’Unione Europea, né le associazioni di categoria abbiano fatto di tutto per evitare l’impoverimento del nostro settore primario?


