Dopo aver parlato della potatura dell’olivo, della potatura del ciliegio, della potatura del limone e della potatura della vite, oggi parliamo della potatura del melo.
Sei interessato a conoscere tutti i segreti sulla potatura del melo?
Sei curioso di sapere quali sono i metodi migliori per eseguirla?
Cara/o amica/o di Noi Siamo Agricoltura mettiti comodo, perché questo è l’articolo che stai cercando.
Indice
Il melo
Il melo (Malus communis) appartiene alla Famiglia delle Pomacee e cresce spontaneamente nei boschi di tutta Europa.
È una pianta originaria del Caucaso ed era conosciuta fin dagli antichi Greci. Ancora oggi, il melo è una delle piante da frutto più diffuse.
Nonostante questo, però, la coltivazione professionale di melo in Italia avviene soprattutto in Romagna, Veneto e Trenito-Alto Adige.
L’Italia è uno dei principali paesi in Europa a produrre mele destinate al consumo diretto.
In altre nazioni, la produzione è destinata soprattutto alla trasformazione in marmellate, confetture e succo.

Come riconoscere i rami fruttiferi del melo
Il melo produce frutti su vari tipi di rami, che hanno dimensioni e caratteristiche diverse. Di seguito ti vado ad elencare solamente i principali: la lamburda, il brindillo e il ramo misto.
La potatura di produzione viene effettuata, di solito, già dopo 2-3 anni dall’impianto, quando la pianta inizia a produrre frutti. Ciò significa che, con un’unica operazione, un potatore esperto modifica la forma della pianta e, allo stesso tempo, asporta i rami che hanno già prodotto frutti e sono ormai esauriti.
Dal momento in cui la pianta inizia a dare i suoi frutti, la potatura di produzione deve essere eseguita ogni anno, durante i mesi invernali, nel periodo in cui si ha il cosiddetto riposo vegetativo, cioè quel periodo che va dalla caduta delle foglie a 2-3 settimane prima del previsto germogliamento (febbraio-marzo).
Potatura delle lamburde
La potatura delle lamburde deve riguarda il 20-25% circa della quantità totale di rami. Come abbiamo detto sopra, questi hanno un ciclo produttivo di 4 anni e solo le lamburde dell’età di 4 anni devono essere tagliate. Il motivo di questa potatura sta nel fatto che, passato questo periodo, assumono una forma a “zampa di pollo” e producono frutti piccoli e di qualità scadente. Per tale motivo, non è economicamente conveniente tenerli per un’azienda agricola a scopo remunerativo.
Potatura dei brindilli
La potatura dei brindilli e dei rami misti, che hanno un ciclo produttivo di un solo anno, deve portare all’eliminazione di circa il 50% dei rami. Sulla pianta si trovano contemporaneamente brindilli e rami misti dell’anno in corso, che devono ancora fruttificare, e altri dell’anno precedente, che hanno già prodotto frutti: solo quest’ultimi vanno eliminati.

Diradamento dei frutti
Alcune varietà, come ad esempio quelle appartenenti al gruppo delle Delicious rosse, oltre alla potatura richiedono un diradamento dei frutti.
Queste varietà, infatti, tendono a produrre una grande quantità di frutti di piccole dimensioni. Se tutti questi frutti fossero lasciati giungere a maturazione, alla fine si otterrebbero mele piccole e di qualità scadente.
Per tale motivo è necessario asportare soprattutto quelle più piccole e deboli e quelle che si sono sviluppate a distanza troppo ravvicinata l’una con l’altra, intralciandosi reciprocamente nella crescita.
Il diradamento dei frutti si esegue circa un mese dopo la fioritura, cioè nel periodo compreso tra la fine di aprile e l’inizio di giugno, a seconda delle zone.
Periodo e tempi di potatura del melo
La potatura del melo deve essere programmata in modo che sia completata 2-3 settimane prima che i germogli comincino a svilupparsi, cioè entro i primi giorni di marzo.
Questo accorgimento è necessario per far sì che il risveglio vegetativo della pianta non coincida con l’inizio del germogliamento, ma con l’inizio dell’attività dell’apparato radicale. L’inizio dell’attività radicale viene segnalata dalla fuoriuscita di liquido dalle ferite provocate dalla potatura del melo.
Se la potatura del melo viene effettuata troppo tardi (prima dell’inizio dell’attività radicale o addirittura quando la pianta è già germogliata) la crescita della pianta si arresta per qualche settimana e tutte le fasi del suo ciclo produttivo, dalla fioritura alla maturazione dei frutti, subiscono dei ritardi.
Se ciò accade, la produzione di frutti sarà minore e questi avranno dimensioni più piccole rispetto al normale.
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