Emergenza Xylella, stop alla coltivazione nelle zone infette

Una nuova audizione alla Camera dei deputati mette la parola fine alla coltivazione nei territori infetti dall’emergenza Xylella. Dal CNR, però, arriva una proposta alternativa: sostituire mandorli e ulivi con piante tropicali

ulivi puglia

La Xylella fastidiosa continua ad essere oggetto di studio e monitoraggio dai centri di ricerca e dal governo stesso. Nell’ultima audizione, la quarta, tenutasi alla Camera dei Deputati lo scorso 25 settembre, è emersa l’impossibilità di proseguire le coltivazioni di mandorlo e ulivo nelle aree riconosciute come infette.

Già da qualche settimana la Xylella è stata ufficialmente dichiarata non eradicabile: in poche parole, non può essere, al momento, definitivamente debellata.

Mancano, secondo i ricercatori del CNR, gli strumenti e le cure che possono eliminare definitivamente il batterio dalla terra salentina.

Ciò che si può fare, a questo punto, è imparare a convivere con il batterio, individuando delle cultivar che resistono tenacemente all’infestazione, come ad esempio il Leccino, e limitando la diffusione con le tecniche finora conosciute.