Sebbene sia conosciuto più nella sua forma selvatica che in quella di allevamento, il finocchietto selvatico può essere coltivato sia in un orto urbano che in vaso per averlo sempre a disposizione.
E’ infatti una delle piante più diffuse nella cucina italiana, a condimento di primi e secondi piatti dal nord al sud Italia.
Vediamo insieme come coltivare il finocchietto passo per passo.
Indice
Finocchietto selvatico: caratteristiche botaniche

Il finocchietto selvatico (Foeniculum vulgare, Mill.) è una pianta aromatica perenne originaria delle calde regioni del Mediterraneo.
E’ diffusa soprattutto vicino alle zone costiere fino a 1000 metri di altezza.
La pianta forma un cespuglietto perenne con fusto eretto, rizomatosa, con altezza massima di 1,50 mt. Le foglie sono filiformi in gruppi di 3-4 foglie, con fiori gialli o bianchi molto piccoli riuniti in ombrelle.
Il frutto è un achenio contraddistinto da un forte aroma.
Finocchietto selvatico: coltivazione
Come il nome stesso suggerisce, il finocchietto cresce spontaneamente nelle zone miti e costiere.
Può tuttavia essere coltivato anche in casa, seguendo delle semplici istruzioni che riporteremo in seguito.
Terreno
Il terreno ideale per coltivare il finocchietto è sciolto e ben drenato, per evitare la formazione di ristagni idrici.


