Biofortificazione agronomica: cos’è e come funziona

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La biofortificazione è la nuova frontiera agronomica che mira a fortificare e ad aumentare i nutrienti essenziali presenti nelle colture.

L’attenzione sui processi di biofortificazione è esplosa soprattutto nelle ultime due decadi sia per le condizioni estreme innescate dal cambiamento climatico sia per sovvenire alla sempre maggior carenza di sostanze fondamentali nelle piante, necessarie per lo sviluppo della coltura e per fornire il giusto apporto nutrizionale una volta a tavola.

Ma cos’è nello specifico la biofortificazione agronomica e come può aiutare nel migliorare la qualità e la resistenza delle colture? Vediamolo insieme.

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Biofortificazione

La biofortificazione è una soluzione innovativa ideata per sovvenire al basso contenuto di micronutrienti e vitamine presenti negli alimenti vegetali.

Questo problema, associato ad alimentazione scorretta e cibo di bassa qualità, può portare anche a gravi forme di malnutrizione. Ed è anche per questo motivo che in numerosi Paesi del mondo sono aumentate patologie dovute a carenza di nutrienti come l’anemia o altro tipo di carenze nutrizionali.

Fortificare e migliorare il valore nutraceutico di vegetali è diventata una sfida supportata dalle maggiori istituzioni globali, Europa in primis, e da numerose organizzazioni agronomiche, tra cui anche la Food and Agricolture Organization of the United Nations, FAO.

Uno sviluppo in questo senso è importante non solo per i paesi in via di sviluppo, ma anche per i più industrializzati. L’avanzamento verso la biofortificazione agronomica, infatti, potrebbe migliorare la qualità dell’agricoltura, favorire un processo di produzione agricola più eco-sostenibile e garantire un prodotto finale più salutare e nutriente al consumatore.

In particolar modo, la biofortificazione si propone come rimedio per gli eventi sempre più estremi dovuti all’aumento delle temperature globali.