Banano di montagna: guida alla coltivazione

asimina triloba

Il banano di montagna (Asimina triloba, L.) è un albero esotico originario della parte orientale degli Stati Uniti, tra il Mississippi, il Nebraska, il Canada e la Carolina del Sud.

In tutta questa zona la pianta si sviluppa spontaneamente da epoche antichissime: la prima testimonianza della sua esistenza risale al ‘500, da uno scritto dell’esploratore Hernando de Soto che ne riporta l’esistenza nelle sponde del fiume Mississippi.

Oggi, l’albero di banano di montagna è una specie a rischio di estinzione in diverse zone, soprattutto nel New Jersey e in particolare New York, per via delle condizioni climatiche differenti dal passato.

Vediamo quindi come coltivare questo prezioso frutto antico dalle numerose proprietà benefiche.

Indice

Banano di montagna: caratteristiche

banano del nord

Il banano di montagna è un albero da frutto conosciuto anche come PawPaw, soprannome attribuito dagli Nativi d’America che lo coltivavano, asimina, banano del Nord, banano degli Indiani e banano di Hoosier.

Nonostante i suoi frutti siano chiamati banane, il banano di montagna non appartiene ad una famiglia di piante tropicali.

Cresce infatti nel sottobosco di foreste dagli alberi alti, come querce e noci, e prospera solo in climi freddi e temperati, ma mal sopporta le temperature alte.

L’albero raggiunge un’altezza massima di circa 6 metri da adulto. La sua peculiarità risiede nelle foglie, grandi, lanceolate e pendenti, verdi nel periodo estivo e gialle in autunno.