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Albero di mandorle e la sua coltivazione: le basi
Come sicuramente sarà noto ai più, il clima mediterraneo ben si presta alla coltivazione dell’albero di mandorle perché si tratta di una pianta particolarmente resistente sia al caldo (anche quello particolarmente secco) che alle temperature moderatamente fredde.

L’albero di mandorle può essere coltivato praticamente ovunque in Italia, tranne che per le zone alpine
Ciò che non tollera, infatti, sono le gelate e i venti troppo forti. Le gelate, infatti, possono causare la morte dei sui fiori e azzerare completamente la produzione di frutti, così come il vento può diventare un ostacolo alla fioritura perché impedisce il volo degli insetti designati alla loro impollinazione.
Gli accorgimenti per evitare questi danni esistono e sono tanti, cosa che rende il mandorlo una pianta coltivabile e produttiva praticamente ovunque in Italia, fatta eccezione per le zone alpine.
Il terreno giusto
Nella scelta del terreno giusto per l’albero di mandorle non esiste un’indicazione univoca, perché molto dipenderà dal tipo e dalla dimensione del portainnesto che è stato scelto per la sua coltivazione.
In generale, quello che si può dire è che i portainnesti che vengono scelti più comunemente per il mandorlo hanno bisogno di:
- un buon drenaggio
- un impasto medio
- una forte componente organica
Come scegliere il portainnesto?
Tradizionalmente, il portainnesto più comune per questo albero era il franco di mandorlo; oggi, è particolarmente diffuso anche il franco di pesco, ma anche quello di susino o mirabolano; se, invece, la vostra è una coltura di tipo intensivo, quello che dovreste scegliere è un portainnesto nanizzato, che però non si presta troppo a una coltura di tipo biologico.
Quando e come mettere a dimora l’albero di mandorle
Mettere a dimora l’albero di mandorle segue le stesse regole generiche che si usano per gli alberi da frutto.


