Acari della vite: quali sono e come eliminarli in poco tempo

acari della vite

Sai già quali sono gli acari della vite? In questo periodo dell’anno, ogni attacco alla vite può essere pericoloso per il risultato del raccolto. Oggi quindi ti spiego come eliminare gli acari della vite.

Del Dott. Francesco Giannetti

acari della vite

Acari della vite

Prima di vedere quali sono gli acari della vite, cominciamo col dire che molte malattie della vite sono causate da acari. Gli acari sono tutti gli “insetti” appartenenti all’ordine tassonomico degli Acarina.

Sono probabilmente tra i primi animali ad aver colonizzato la terraferma, il primo reperto fossile risale infatti a 290 milioni di anni fa.

Si tratta di animali di piccole dimensioni (da meno di un mm fino a 3 cm di lunghezza), caratterizzati dalla fusione del cefalotorace con l’addome e dall’assenza di segmentazioni evidenti.

Comprendono numerose specie parassite (temporanee o permanenti) di animali e vegetali, responsabili di infestazioni denominate acariasi (o acariosi).

Vediamo quindi quali sono gli acari che colpiscono la vite e provocano acariosi della vite.

Ragnetto rosso della vite (Panonychus ulmi)

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Il ragnetto rosso della vite non è altro che il classico ragnetto rosso che può colpire anche altri vegetali, come per esempio le ortive.

È molto polifago, vive soprattutto sulle foglie delle piante che colpisce.

Le femmine sono lunghe circa 0,5 mm e hanno un colore rosso mattone. I maschi sono più piccoli e di colore più chiaro. Le forme giovanili sono di colore giallo-arancio.

Le uova invernali si identificano bene per il loro colore rosso vivo, mentre quelle primaverili-estive sono giallo-aranciato come le larve.

Tra tutti gli acari della vite è riconoscibile non solo per il suo aspetto fisico, ma anche per il caratteristico morso con cui danneggia il vegetale. Le sue punture, infatti, rovinano e deteriorano le foglie e i germogli.

Le foglie intensamente colpite perdono la loro lucentezza, specialmente nella pagina superiore, si decolorano ed assumono delle tonalità bronzee. Successivamente, tali foglie cadono e/o disseccano.

D’estate, quando fa molto caldo, questa defogliazione può essere estremamente grave in quanto riduce considerevolmente gran parte dei meccanismi fisiologici della pianta.

La conseguenza è che si avrà anche una perdita considerevole del raccolto, causata proprio dalla mancanza di superficie fogliare disponibile.

La lotta contro il ragnetto rosso della vite deve essere effettuata seguendo opportuni passaggi.

Prima di tutto si deve verificare la presenza dei suoi efficacissimi controllori naturali, come per esempio Coccinelle e Rincoti.

Inoltre, si deve valutare la soglia di intervento. Per la vite, si aggira intorno al 60-70% di foglie infestate in primavera e il 30-45% in estate.

Una volta raggiunta tale soglia, si può intervenire con prodotti chimici specifici che è possibile reperire in qualsiasi consorzio agrario di zona.

Ragnetto giallo della vite (Eotetranychus carpini)

acari della vite

Il ragnetto giallo della vite, tra tutti gli acari della vite è quello più diffuso nelle regioni centro-settentrionali del nostro paese.

Questo acaro ha abitudini alimentari mediamente polifaghe. Le femmine adulte svernanti sono di colore giallo dorato, mentre le forme primaverili-estive hanno un colore giallo-verdastro più chiaro.

Le sue dimensioni sono inferiori a 0,5 mm.

Il danno, provocato essenzialmente dalle punture trofiche, è diverso a seconda del momento in cui si verificano i primi attacchi massicci.

In primavera, svernando come femmine adulte, i ragnetti possono entrare in attività molto presto, già nella fase di germogliamento. In questo caso provocano:

  • Astrofia dei giovani germogli che crescono stentati ed in modo irregolare;
  • Necrosi puntiformi nelle giovani foglioline; queste sono dovute alle punture di nutrizione degli adulti. Le foglioline attaccate crescono atrofiche e deformi.

In estate, il sintomo più tipico è localizzato sulle foglie già formate e distese, sulla cui pagina inferiore l’acaro vive in colonie.

Le punture di nutrizione delle diverse forme mobili provocano:

  • All’inizio, intense ed evidenti alterazioni cromatiche localizzate vicino alle nervature; le alterazioni cromatiche comportano arrossamenti o ingiallimenti irregolari di aree della foglia;
  • Successivamente, le alterazioni cromatiche sono seguite da necrosi, disseccamenti irregolari e caduta delle foglie; questo danno, che si verifica in una fase fenologica in cui la pianta svolge intensa attività fotosintetica per l’accumulo degli zuccheri negli acini, provoca scarso accumulo di zuccheri e quindi una cattiva qualità delle uve.

La lotta a questo acaro della vite segue gli stessi principi indicati per il ragnetto rosso.

Si ricorda comunque che si deve intervenire solo dopo aver eseguito i campionamenti e valutato la presenza sia del fitofago che dei suoi controllori naturali.

Il campionamento si deve eseguire in 2 momenti principali:

  1. Al germogliamento: in questo periodo si controllano le giovani foglioline; la soglia di intervento è pari al 60% di foglie infestate da forme mobili;
  2. In piena estate: in questo periodo si deve verificare la presenza del fitofago sulla pagina inferiore delle foglie; la soglia di intervento è pari al 30-40% di foglie infestate da forme mobili.

In ogni caso è sempre opportuno ricordare che la scelta dei prodotti chimici da utilizzare deve salvaguardare le altre forme di vita animali e vegetali presenti nell’agro-ecosistema di riferimento, in particolare i controllori naturali degli acari.

Erinosi della vite (Colomerus vitis)

acari della vite

L’erinosi della vite è una malattia provocata da un acaro. È diffusa su tutto il territorio nazionale e di solito provoca solo lievi danni.

Gli adulti sono piccolissimi (150-200 micron) e hanno un colore giallo molto chiaro.

Il sintomo caratteristico della loro presenza è rappresentato da delle bolle sulle foglie, convesse verso la pagina superiore delle stesse, in corrispondenza delle quali sulla pagina inferiore vi è un incavo.

L’interno di questo incavo ha un colore bianco-giallastro-ocraceo, dovuto alla fitta presenza tomentosità spugnosa.

Questa è causata dall’ipertrofia dei peli fogliari della pagina inferiore, per l’attività dell’acaro.

Gli acari rimangono riparati dentro a questa tomentosità. Le masse feltrose tendono a inscurire e a necrosare.

In alcuni casi, l’erinosi della vite può colpire anche i grappolini (nelle prime fasi) ed i germogli; in questi casi provoca vistose e caratteristiche ipertrofie e deformazioni, con presenza di tomentosità ed ammassi feltrosi sugli organi colpiti che successivamente degenerano.

La lotta specifica contro questi acari non trova, quasi mai, una giustificazione anche in considerazione del fatto che i normali trattamenti contro gli acari o altri fitofagi sono in grado di controllare le popolazioni dell’erinosi della vite.

Inoltre, si deve anche ricordare che trattamenti fungicidi antiodici a base di Zolfi (specialmente se polverulenti) agendo allo stato gassoso, hanno azione collaterale nei confronti degli acari, determinando asfissia.

Nel caso di attacchi massicci, specialmente sui grappolini, si può intervenire, in primavera, con prodotti specifici quali il Bromopropilato.

Gli acari responsabili dell’erinosi della vite sono inoltre ben controllati da nemici naturali, quali gli acari predatori della famiglia degli Stigmeidi.

Acariosi della vite (Calepitrimerus vitis)

acari della vite

Questo acaro della vite si manifesta in alcuni ambienti settentrionali con una sintomatologia non molto specifica e di conseguenza non sempre ben individuabile.

Si tratta di un acaro di piccolissime dimensioni (100-200 micron), giallastro ed allungato.

Attacca la vegetazione molto presto, dall’interno delle gemme dove gli adulti (femmine) hanno svernato.

Per questo attacco, i germogli possono risultare atrofici, con nodi ravvicinati e foglie tendenzialmente deformi.

A volte il danno più rilevante è determinato dalle forme estive (luglio-agosto), per una esplosione numerica delle popolazioni.

In questi casi il danno è sulle foglie più giovani del tralcio che manifestano marcate alterazioni cromatiche con “bronzature” della lamina, la quale prende un caratteristico colore più scuro.

Tra tutti gli acari della vite, questo è quello che meno di tutti raggiunge la soglia d’intervento. Per tale motivo, non si prevedono interventi specifici.

Possono essere utili interventi solo per salvaguardare piante in allevamento, durante gli attacchi primaverili.

Nel caso di esplosioni massicce alla ripresa vegetativa o in piena estate (fine luglio-agosto) possono essere eseguiti interventi con prodotti acaricidi.

Acari della vite: quali sono e come eliminarli in poco tempo ultima modifica: 2018-08-09T05:58:37+00:00 da Francesco Giannetti

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