Vendemmia 2018: cosa è successo in Italia?

vendemmia

Tra previsioni e dati raccolti, è tempo di iniziare a tirare le somme sulla vendemmia 2018 in Italia. Con qualche, piacevole sorpresa.

Vendemmia 2018: la situazione nel Nord Italia

vendemmia nord italia

Mentre la vendemmia sta per giungere alla fine, i viticoltori iniziano già a fare un paio di conti e a confrontarli con quelli dello scorso anno.

Da Nord a Sud, l’andamento della vendemmia 2018 sembra essere assolutamente positivo. Tranne qualche eccezione, di cui parleremo più avanti, le cantine tirano un sospiro di sollievo rispetto allo scorso anno, definito dai più disastroso.

Partiamo dal Nord Italia: le regioni più proficue sono risultate il Veneto, con più di 10 milioni di ettolitri previsti, e l’Emilia Romagna, con quasi 8 milioni di ettolitri.

Una situazione leggermente diversa si è verificata in Toscana, dove il vino risulta essere di ottima qualità, ma il raccolto è stato di dimensioni ridotte. Il Chianti, ad esempio, verrà imbottigliato con una riduzione di quantità del 10% circa, così come stimato dal presidente del consorzio Busi.

La regione di questa quantità ridotta andrebbe ricercata nella siccità e nel prolungamento del clima invernale di inizio 2017. Tuttavia, la qualità dell’uva è risultata più alta rispetto all’anno precedente.

Annata buona anche per il Piemonte, con un aumento di circa il 15% sulla quantità prodotta, soprattutto per quanto riguarda gli spumanti. Questo resta sicuramente uno degli export più importanti della zona, sia verso il resto dell’Europa che verso gli Stati Uniti – ma anche, in tempi più recenti, verso la Cina.

Vendemmia 2018: la situazione nel Centro Italia

Il dato che più colpisce sulla vendemmia nelle regioni centrali è quello dell’Abruzzo. Il clima del 2017 ha favorito la produzione di più uva, con un conseguente incremento della raccolta di quasi il 10%.

Così l’Abruzzo si classifica al quinto posto tra le regioni più produttive per la vendemmia 2018, proprio mentre si termina la raccolta del Montepulciano.

Aumento della produzione registrato in quasi tutto il Lazio, ad eccezione di Latina. Proprio da Latina arrivano infatti le lamentele dei produttori per quella che è stata, a tutti gli effetti, un’annata difficile.

Se nel 2017 il problema riguardava la siccità, quest’anno si è verificato l’esatto opposto: un eccesso di precipitazioni. E la vite ne ha sofferto, sia per i ristagni idrici sia per la proliferazione di malattie della pianta, come la tignola.

Vendemmia 2018: la situazione nel Sud Italia

raccolta uva

Per il Sud la vendemmia è stata florida e piena di soddisfazioni.

Il sentimento è ben diffuso in tutte le regioni, a partire dalla Puglia, al primo posto quest’anno in Italia con quasi 12 milioni di ettolitri di vino.

Rapportato al 2017, il dato è ancor più confortante, come spiega Zeuli di Confragricoltura Puglia: “Nel 2017 la siccità che ha colpito i nostri territori ha causato danni alle produzioni enormi. Ma quest’anno, il clima è stato clemente e possiamo finalmente dire che abbiamo un’ uva bellissima e un prodotto veramente di qualità, con la giusta quantità di zuccheri e uno splendido colore“.

Le uve pugliesi più proficue sono quelle proprie della regione, fra cui il Nero di Troia, il Fiano e il rosato Bombino.

Segue la Sicilia, che nonostante sia al quarto posto per la produzione di mosto quest’anno non ha lasciato proprio tutti soddisfatti.

Rispetto alle previsioni, infatti, le aspettative sono state un po’ deludenti, soprattutto nella Sicilia Occidentale. Colpa di un Agosto non proprio pio con i siciliani, segnato da diversi temporali nella parte centrale del mese, con una riduzione sensibile della produttività delle viti.

Per alcuni produttori residenti in aree sfortunate, con precipitazioni che hanno raggiunto nel mese di Agosto i 100 mm, sono state avviate anche le procedure per richiedere lo stato di calamità naturale.

Ciononostante, in riequilibrio con la parte orientale e le zone fra Siracusa e Ragusa, la Sicilia resta comunque una delle regioni in cui la vendemmia è stata produttiva.

Terminiamo con il caso particolare della Sardegna. Dopo un inverno intensamente piovoso, il clima mite della primavera e un’estate quasi senza precipitazioni hanno favorito una ricca crescita dell’uva. Nonostante gli attacchi della perenospera, si arriverà ad una produzione di vino che si assesta intorno ai 550.000 ettolitri.

Il caso resta particolare per un fortuito colpa di fortuna: appena terminata la vendemmia nella maggior parte delle viti, la pioggia è tornata fitta ed impietosa, creando diversi danni alle coltivazioni. La vendemmia, quindi, si è davvero salvata per pochi giorni.

 

 

Vendemmia 2018: cosa è successo in Italia? ultima modifica: 2018-10-18T15:34:39+00:00 da Simona Ruisi

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