Conosci il pino d’Aleppo? Sai già i mille usi in cui questa pianta può essere utilizzata?
Perché non lo scopri insieme a noi leggendo questo articolo?
Ecco che oggi ti presentiamo il pino d’Aleppo.

Indice
Pino d’aleppo (Pinus halepensis, Mill.)
Prima di vedere come piantare il pino d’aleppo, vediamo innanzitutto le origini e le necessità ambientali di questa pianta. Il pino d’aleppo è un albero originario proprio della zona mediterranea, quindi anche delle nostre coste. Il suo portamento è ramificato fin dal basso e ha una chioma abbastanza espansa. Si differenzia dal pino domestico e dal pino marittimo a causa del mazzetto di aghi centrale, il quale è più stretto. La sua chioma, spesso più ampia in cima dei suoi due cugini, è più larga verso la base.

Necessità ambientali
Il pino d’aleppo non è una pianta che ha particolari bisogni. Cresce bene su terreni acidi e rocciosi, anche argillosi. Resiste molto bene alle alte temperature, delle quali il clima temperato-caldo del Mediterraneo è caratteristico. Per quanto riguarda l’apporto d’acqua, il pino d’aleppo è estremamente resistente alla siccità e per questo si sa gestire da solo grazie alle sue profonde radici che scavano verso il basso, ove l’umidità del suolo è più elevata.
Non è coltivabile in zone in cui le temperature invernali scendono al di sotto dei 3-5 °C. Specialmente se si verificano nevicate (caso comune negli ultimi anni anche in alcune città italiane), si possono verificare schianti, cioè cadute di rami o dell’intera pianta. È sconsigliabile, pertanto, coltivarlo al di fuori della sua zona di origine, quindi l’area mediterranea, le coste e l’entroterra fino ad una certa altitudine che non deve superare i 600 m per quanto riguarda le regioni meridionali e centro-meridionali della nostra nazione. Per le altre regioni, l’altitudine consigliabile è 200 m s.l.m. In Marocco, ad esempio, riesce ad arrivare anche i 2.000 m.
Pianta resistente al vento
Se da un lato il vento può essere utile alla diffusione spontanea del bosco (e quindi anche del pino d’aleppo), portando i semi degli alberi a distanze più o meno considerevoli, dall’altro può causare degli effetti negativi sia sulla fisiologia della pianta sia sulla sua morfologia. Da questo deriva la particolare necessità di ricercare alberi resistenti al vento per la costituzione dei soprassuoli arborei: il pino d’aleppo è un esempio molto adatto.
Il pino d’aleppo rientra nella categoria degli alberi frangivento. La necessità di avere alberi resistenti al vento è più forte soprattutto nelle zone litorali di cui il pino d’aleppo è originario e dove il vento trasporta sabbia e salsedine che potrebbero danneggiare la corretta crescita delle colture agricole coltivate nelle vicinanze.
In altri casi, invece, la scelta di alberi resistenti al vento deriva dal bisogno di costituire impianti forestali in zone che sono particolarmente soggette alle masse d’aria in movimento e che, allo stesso tempo, basano la loro redditività sulla vendita del legname, sia come legna da ardere sia come materiale da falegnameria.
Tuttavia, non di rado si ricorre alla scelta di alberi resistenti al vento per motivi puramente estetici nella realizzazione di giardini e parchi dove la messa a dimora di altre piante costituirebbe uno spreco di soldi inutile, data la loro poca resistenza fisica e (di conseguenza) temporale, nonché un rischio di schianti, pericolosi per l’incolumità pubblica. Il pino d’aleppo si presa molto bene, infatti, anche come pianta ornamentale.
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