Gommosi dell’albicocco: 5 semplici modi per eliminarla

gommosi dell'albicocco

La gommosi dell’albicocco, detta anche marciume del colletto, è una malattia che causa molti danni. In questo articolo ti spieghiamo come eliminarla.

gommosi dell'albicocco

Gommosi dell’albicocco

La gommosi dell’albicocco si espansa in moltissimi frutteti italiani tra la metà del 1800 e i primi del 1900.

Successivamente è stata contenuta con l’impiego di portainnesti resistenti, ma ancora oggi può essere un grave rischio per i nostri agricoltori.

Per questo, infatti, riveste ancora una certa importanza soprattutto quando lo stato fitosanitario delle piante non è ottimale ed in conseguenza di fattori ambientali particolarmente idonei allo sviluppo dei patogeni.

Inoltre, è certamente pericolosa nel caso di piante innestate su portainnesto non resistenti.

Sintomi

La gommosi dell’albicocco si manifesta tipicamente nella zona del colletto, con l’emissione di gomma dalla corteccia.

La scorza, quindi, imbrunisce, necrotizza ed appare depressa e fessurata. La parte sotterranea è soggetta a marciume umido.

Il legno sottostante, impregnato di gomma, inscurisce ma non viene infettato.

L’alterazione può interessare anche gli organi ipogei. In questi casi, si fessurano le radici.

Le parti infette possono essere più o meno estese e a volte l’infezione può interessare tutta la circonferenza e parte del fusto.

Sulla chioma si possono vedere i sintomi mediante il deperimento della stessa. Le foglie ingialliscono a livello delle nervature e subiscono un appassimento. In seguito, i rami si seccano.

I frutti hanno dimensioni ridotte e sono numericamente inferiori.

Questo deperimento è localizzato in modo particolare nell’area della chioma corrispondente alla lesione sul fusto o sulle radici.

Nel caso in cui l’infezione si estenda a tutta la circonferenza, si ha la morte della pianta.

In certe situazioni ambientali favorevoli al fungo patogeno e soprattutto in periodi piovosi (primavera e autunno), possono essere colpiti anche i frutti, le foglie e le parti più basse della chioma.

La pioggia, infatti, insieme all’acqua in generale, è un mezzo di trasporto dei patogeni.

frutti colpiti imbruniscono ed emanano un cattivo odore, tipo rancido. Dopo poco tempo marciscono e sulla superficie delle parti infette compare un feltro miscelare di colore bianco (muffa).

Non è detto, però, che la malattia si manifesti subito sui frutti. Ci si può accorgere di una sua presenza anche dopo la raccolta.

gommosi dell'albicocco

Ciclo biologico

Gli agenti che causano la gommosi dell’albicocco superano i periodi invernali ed estivi abbastanza facilmente.

I funghi patogeni responsabili di questa malattia sono principalmente:

  • Phytophthora citrophthora
  • Phytophthora nicotianae var. parasitica
  • Phytophthora nicotianae var. nicotianae

La germinazione delle zoospore avviene in presenza di una sufficiente bagnatura degli organi vegetali ed in presenza di temperature ottimali di circa 20-25 °C.

L’infezione è pertanto favorita dalle piogge ed è più frequente nei terreni argillosi, umidi e mal drenati.

gommosi dell'albicocco

Come eliminare la gommosi dell’albicocco

La lotta contro la gommosi dell’albicocco è di tipo agronomico preventivo. Tuttavia, in certi casi è possibile intervenire anche con mezzi chimici

Lotta agronomica

Come ben sappiamo, questo tipo di lotta è principalmente preventiva.

Tende a prevenire ed evitare le condizioni che favoriscono lo sviluppo e la diffusione della malattia e a rendere meno suscettibili le piante coltivate.

La lotta agronomica consiste in:

  1. utilizzare portainnesto resistenti (arancio amaro o altri); la tecnica di innesto deve prevedere piante innestate alte;
  2. mettere a dimora le piante solo alla giusta profondità, no a profondità eccessive;
  3. favorire il drenaggio ed evitare irrigazioni per aspersione;
  4. evitare terreni argillosi e quindi il ristagno idrico;
  5. favorire l’inerbimento sotto le piante;

Lotta chimica

La lotta chimica si effettua solo in presenza di infezioni realmente gravi e veloci.

Può essere eseguita con 2 modalità:

  1. scalzare il colletto ai primi sintomi di gommosi dell’albicocco, eliminare la corteccia infetta e proteggere la ferita con trattamenti localizzati di sali Rameici neutri o con prodotti sistemici. Questi prodotti possono essere distribuiti al terreno anche mediante irrorazioni.
  2. alla manifestazione dei sintomi, si possono effettuare delle irrorazioni fogliari con prodotti sistemi adeguati. I trattamenti sono efficaci solo se la pianta è in attività vegetativa.

Sui frutti non vengono effettuati trattamenti, ma possono essere protetti con sali di Rame.

Le piante gravemente o completamente compromesse devono essere eliminate e bruciate, estirpando le radici. Successivamente il terreno deve essere disinfettato (vedi per esempio con solarizzazione o con pirodiserbo).

Ora sai veramente tutto su come eliminare la gommosi dell’albicocco.

Se hai bisogno di altre informazioni, visita il nostro
gruppo Facebook cliccando qui.

 

Pensi che le informazioni presenti in questo articolo siano incomplete o inesatte? Inviaci una segnalazione per aiutarci a migliorare!

SEGNALA ARTICOLO


Gommosi dell’albicocco: 5 semplici modi per eliminarla ultima modifica: 2018-12-24T06:03:17+00:00 da Elia Valmori

Articoli correlati