Frankliniella occidentalis: il pericolo Tripide di fiori e piante ornamentali

Frankliniella occidentalis

Il pericoloso Frankliniella occidentalis, conosciuto anche come Tripide di fiori e piante ornamentali, è un insetto che può creare non pochi problemi. Conosciamolo meglio.

Del Dott. Francesco Giannetti

Frankliniella occidentalis

Frankliniella occidentalis

Il Frankliniella occidentalis è un tripide lungo circa 1,5 mm.

Il maschio ha un addome di color giallo pallido di forma arrotondata con estremità distale ristretta; la femmina di colore dal giallo al bruno presenta un addome più arrotondato e terminate a punta.

La colorazione è però molto variabile nel Frankliniella occidentalis, in quanto può variare in base alle stagioni e alla zona geografica; in genere le forme primaverili sono più chiare con striature o punteggiature nella parte dorsali, mentre le forme svernanti sono brunastre.

È dotato di ali strette e frangiate. Le neanidi sono di colore giallognolo. È una specie polifaga che si è adattata a climi caldi e di conseguenza molto diffusa nelle serre.

Il Frankliniella occidentalis vive prevalentemente nella pagina inferiore delle foglie.

I danni

Il danno da Frankliniella occidentalis si manifesta proprio sulle foglie, ma a volte colpisce anche i fiori.

Il danno è determinato dalle punture trofiche e dagli escrementi puntiformi e nerastri che imbrattano foglie e frutti.

Sulle foglie si manifesta un’argentatura del lembo, necrosi e successiva filloptosi.

Nel caso dovesse colpire i limoni, su questa pianta può provocare una caratteristica rugginosità, in seguito alla suberificazione dei tessuti. La rugginosità assume colore biancastro sui frutti maturi, marroncino sui frutti verdi.

Frankliniella occidentalis

Ciclo biologico

Negli ambienti meridionali più caldi e nelle serre, il Frankliniella occidentalis rimane attivo anche durante il periodo invernale.

Negli ambienti più freddi, invece, sverna come adulto, nei ripari tra la vegetazione o sotto le cortecce.

In primavera le femmine originano una serie di generazioni, rimanendo sulla vegetazione fino all’autunno.

Le uova vengono infisse nella pagina inferiore delle foglie, lungo le nervature. Le punture di ovideposizione vengono ricoperte da goccioline di escrementi nerastri che imbrattano la vegetazione.

Gli elementi favorevoli al proliferare delle infestazioni sono le temperature di circa 25 °C e l’elevata umidità che viene trattenuta soprattutto dove il fogliame è più fitto.

Il Frankliniella occidentalis compie fino a 6-7 generazioni all’anno, a seconda degli ambienti in cui si trova.

Come eliminarlo

La lotta contro Frankliniella occidentalis è di tipo chimico e di tipo agronomico. Entrambi i metodi seguono i criteri di lotta guidata.

Lotta agronomica

Questa metodologia vede come soluzione pratiche di potatura che tendono a sfoltire la chioma, per limitare la pullulazione dell’insetto evitando i ristagni di umidità che lo favoriscono.

Lotta chimica

È bene seguire la strada dei prodotti chimici solamente in caso di forti infestazioni.

Si eseguono trattamenti in primavera, alla caduta dei petali, e in autunno. Sono proprio questi due periodi, infatti, ad essere quelli più favorevoli alla comparsa dell’insetto, in quanto mesi caratterizzati da elevata umidità relativa.

I trattamenti vengono realizzati al superamento delle soglie di intervento, così riportate:

  • 2-3% di frutticini infestati, su un rilevamento di 20 frutti per pianta;
  • 5-10% di foglie infestate, su un rilevamento di 4 germogli per pianta.

È possibile monitorare la presenza degli adulti mediante l’applicazione di trappole cromotropiche blu, da posizionare 1 ogni 50 mq circa.

Frankliniella occidentalis: il pericolo Tripide di fiori e piante ornamentali ultima modifica: 2018-12-06T05:58:16+00:00 da Francesco Giannetti

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