Difficoltà in Agricoltura: Quali sono i problemi? Cosa cambiare?

difficoltà in agricoltura

 

Un articolo? Bisognerebbe scrivere un libro sulle difficoltà in agricoltura!

Oggi giorno è sempre più difficile fare agricoltura. I governi parlano di sostenibilità, di sviluppo, di qualità dei prodotti primari. Ma come è possibile ottenere tutto questo se al centro dell’attenzione non viene messo l’agricoltore?

difficoltà in agricoltura

Fin da giovane ho sempre pensato: “E se un giorno non esistessero più gli agricoltori?” Pensateci bene. Al mondo esistono avvocati, ingegneri, farmacisti, politici, professori, banchieri, commercianti, commessi, elettricisti, idraulici, architetti, baristi, camerieri… Tutti loro mangiano! E ciò che mangiano deriva dal lavoro di persone chiamate Agricoltori.

Se un giorno, per un qualsiasi motivo, scomparissero gli agricoltori… cosa succederebbe?

Oggi giorno, l’agricoltura riesce ad andare avanti soprattutto grazie ai contributi e ai finanziamenti della Comunità Europea. Ma com’è possibile pensare che un settore di primaria importanza come quello agricolo possa costruirsi sui soldi di una comunità di paesi i quali a loro volta forniscono quegli stessi soldi?

In modo forse un po’ troppo semplicistico, è come dire: noi paghiamo per stare in Europa e l’Europa ci dà dei soldi da investire nel settore agricolo. Grazie a questi soldi noi riusciamo a “viverci”, produciamo prodotti che vendiamo a una miseria e riusciamo a stenti ad andare avanti. Una parte dei soldi che guadagniamo dalla vendita dei nostri prodotti dobbiamo ridarli allo Stato, quindi all’Europa. Lascio a voi i commenti.

Per di più i prezzi di mercato dei prodotti agricoli (latte, ortaggi, frutta, formaggi, carne, ecc.) sono troppo sproporzionati rispetto a quelli dei prodotti di importazione. È ovvio che, in un periodo di crisi come questo, la domanda del mercato si rivolga soprattutto verso quei beni che hanno un minor costo.

Ma fate attenzione! Quando noi andiamo al supermercato e paghiamo 1,20 € un kilo di pomodori provenienti dal Cile, non stiamo dando quei soldi al povero contadino cileno (che magari, per un fattore umanitario, potrebbe essere anche etico), ma li stiamo dando alla grande distribuzione e alle grandi aziende importatrici. Sono loro che hanno il coltello dalla parte del manico.

E a proposito dell’importazione, pensate che noi agricoltori italiani siamo talmente soggetti a norme, a controlli e ad esponenti che ci spingono verso il biologico, che siamo spesso costretti ad alzare i prezzi e a vendere i nostri prodotti all’estero. Questo è certamente un grande vantaggio, dato che soprattutto Cina e USA comprerebbero i nostri prodotti a qualsiasi prezzo.

Ma nel contempo importiamo prodotti primari da Cina, Canada, Australia, Spagna, ecc. con le ovvie conseguenze, in parte già viste insieme: cimice asiatica, tarlo asiatico, marciume nero delle castagne, e molto altro. Malattie e insetti che non sono mai esistiti nel nostro paese ma che ora ci obbligano a pagare fitofarmaci e agronomi per eliminarli o quanto meno per difenderci da essi. Questo non fa altro che aumentare le difficoltà in agricoltura.

Mandiamo all’estero prodotti di qualità per importare prodotti scadenti. Vi sembra un buon piano?

Allora ecco che alcuni agricoltori italiani cercano degli escamotage per sopperire alle troppe spese dell’agricoltura moderna. Quali? Potrei fare mille esempi. Aziende dichiarate biologiche ma che utilizzano comunque prodotti chimici, assunzione di operai in nero, trattamenti fitosanitari non in regola, animali a volte non trattati secondo le norme sul benessere animale e molto altro.

Per non parlare poi dei prodotti chimici. Molti di voi forse avranno seguito la questione sul Glifosate a livello europeo. Una diatriba durata mesi nella quale l’Italia si è posta totalmente contraria al rinnovo dell’uso del Glifosate, ma questo non è servito a nulla in quanto il voto della Germania è valso più del nostro. Ancora una volta ci siamo trovati di fronte ad un’Europa che non ha avuto il coraggio di decidere e ha dato così potere alle lobby dei fitofarmaci.

Tempo fa lessi una frase del Dalai Lama che mi colpì molto: “Non riesco proprio a capire gli uomini occidentali: lavorano tutta una vita per guadagnare denaro e arrivati ad una certa età spendono quello stesso denaro per curarsi dai mali causati da quel lavoro. In effetti, che senso ha? Le conseguenze dovute ai prodotti chimici sulla salute umana sono ormai dimostrate scientificamente, parlarne ancora è solamente retorica. E chi cerca di farvi credere il contrario lo sta facendo per ottenere un ritorno personale. Allora vi chiedo, non è davvero tutta una questione di soldi?

Ma i soldi valgono molto più della nostra salute e della nostra vita? Rispondi tu.

Il settore agricolo è il settore italiano in cui, più di tutti gli altri, circolano soldi non dichiarati. Ma come si può pensare al contrario se chi lavora non ha un reddito tale da rendere più che dignitoso il proprio mestiere? È un cane che si morde la coda.

“Se il contadino è ricco, allora lo è anche il suo paese” (cit. Amit Kalantri)

difficoltà in agricoltura

E gli animali selvatici dove li lasciamo? Altra problematica da non sottovalutare tra tutte le difficoltà in agricoltura! I danni che provocano determinati animali sono un ennesimo bastone tra le ruote nei confronti degli agricoltori. Lupi, cinghiali, caprioli, volpi. Animali bellissimi e utili alla biodiversità, ma che non vengono gestiti nel modo adeguato a livello politico. La legge sulla caccia (LN 157/92 e successive modifiche) è ormai anacronistica per l’agricoltura moderna. Ma questo è forse un discorso troppo ampio per parlarne in questo articolo.

Esistono delle soluzioni a tutto questo? Vogliamo chiederlo a te!

Per tale motivo, verremo in mezzo a voi e intervisteremo proprio Voi agricoltori. Quando si parla di agricoltura, siete gli unici ad avere il diritto di parlare! Perché siete voi che tutti i giorni vi spezzate la schiena sui campi e in mezzo al bestiame, quindi solo voi potete dirci davvero quali sono le difficoltà in agricoltura.

ATTENZIONE: ciò che è stato scritto in questo articolo è semplicemente una considerazione personale dell’autore, frutto della sua esperienza in campo agricolo a contatto con i protagonisti del settore: gli agricoltori.

Dott. Francesco Giannetti

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Difficoltà in Agricoltura: Quali sono i problemi? Cosa cambiare? ultima modifica: 2017-12-23T20:06:14+00:00 da Francesco Giannetti

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