La ticchiolatura. Tutto ciò che c’è da sapere per salvaguardare le nostre piante.

Tra tutte le malattie, una sicuramente molto fastidiosa, difficile da debellare e che colpisce migliaia di piante in tutto il territorio è sicuramente la ticchiolatura.

La ticchiolatura è una malattia che può colpire le due varietà di piante, ovvero quelle ornamentali e quelle da frutto. I funghi che colpiscono queste piante sono diversi, nel caso si parli di piante ornamentali il fungo che viene coinvolto nella malattia è del genere diplocarpon, mentre se ci  riferiamo a piante da frutto il parassita in questione è appartenente al genere venturia.

Quando parliamo delle piante ornamentali, sicuramente vi saranno venuto in mente le rose, poiché la ticchiolatura è molto conosciuta per il semplice fatto che attacca in particolar modo questi fiori. Nel caso invece delle piante da frutto, come non citare la ticchiolatura nel melo e nel pero.

Innanzitutto prima di capire come eliminare questa malattia dalle nostre piante è importante capire quale sono le condizioni e gli ambienti che favoriscono tale proliferazione. Come punto di partenza c’è da specificare che la ticchiolatura ama in particolar modo gli ambienti umidi uniti a uno scarso ricircolo d’aria. Umidità e ricircolo d’aria sono le condizioni da evitare se vogliamo che questa malattia eviti le nostre piante. Essendo l’umidità fattore fondamentale, ovviamente i periodi da tenere sotto controllo sono senza dubbio la primavera e l’autunno, la ticchiolatura ama le temperature comprese tra i 23 e i 26 gradi. La stagione che ci viene in aiuto di fatto è l’estate, perché la ticchiolatura non sopravvive nei caldi mesi estivi.

È importante porre molta attenzione alle foglie, poichè questa malattia attacca principalmente questa parte della pianta. Le foglie coinvolte da questo tipo di malattia appaiono con delle macchie scure. In molti casi all’inizio della malattia non si dà un adeguato peso, ma se viene trascurata e non curata nel giro di brevi periodi tutte queste macchie inizieranno ad invadere tutta la pianta. Un ottimo campanello d’allarme per riconoscere la ticchiolatura è l’apparizione di macchie sfumate di colore giallo in prossimità delle macchie nere. È proprio questa la caratteristica peculiare della malattia. Come detto è buona cosa intervenire prontamente appena ci accorgiamo della presenza della malattia, perché le macchie inizialmente tendono a manifestarsi nella parte superiore della foglie, ovvero quella a noi più visibile, ma prontamente si propaga in tutte le parti della pianta, fusti compresi. L’azione della malattia non si ferma qui, di fatto nei casi estremi la pianta inizia a perdere le foglie, facendo sì che la ripresa e la guarigione diventino sempre più difficili.

Quando le foglie malate e colpite dalla ticchiolatura cadono, sorge un alto importante problema. Una particolarità di questo fungo infatti è quello di sopravvivere nelle spore. In questo caso quindi è opportuno realizzare una pulizia totale delle piante cadute. Oltre a raccogliere quelle cadute è buona cosa eliminare anche quelle che sono ancora attaccate alla pianta ma che presentano i sintomi tipi della malattia, questo perché la ticchiolatura contagia molto velocemente non solo le foglie vicine ma anche le altre piante.

PREVENZIONE E CURA

Passando ai veri atti preventivi prima di arrivare alla cura c’è da segnalare una operazione fondamentale . Stiamo parlando della potatura. Questa pratica deve essere fatta in modo minuzioso per permettere alla pianta di respirare, facendo così circolare la giusta quantità di aria all’interno di rami e foglie. Altri due fattori preventivi importanti sono l’irrigazione e la piantumazione. Entrambi devono essere effettuati per evitare il più possibile i ristagni idrici, condizione particolarmente favorevole allo sviluppo e proliferazione della ticchiolatura.

Un’ottima operazione, che può avere il doppio scopo, ovvero di prevenzione e di cura, è quella di effettuare dei trattamenti a base di poltiglia bordolese. In alternativa si possono usare anche dei prodotti a base rameica. Nei casi più gravi inoltre la poltiglia bordolese può essere accompagnata con dell’acqua in modo da creare una consistenza non più così densa ma abbastanza cremosa, in modo da poterla cospargere oltre che sulle foglie, anche sui rami e arbusti infetti, questo composto grazie alla sua consistenza potrà così penetrare in profondità.

Quando la pianta o le piante in questione devono essere curate poiché infette in modo grave bisogna ricorrere a prodotti che si trovano i commercio. I più efficaci e conosciuti per sconfiggere la ticchiolatura sono a base di mancozeb, penconazolo, e captano. Se invece vogliamo evitare questi tipi di prodotti, rimanendo in ambito biologico, l’equiseto può essere un’ottima arma per sconfiggere la ticchiolatura.

Come detto, le rose, oltre all’oidio (di cui vi abbiamo spiegato tutto in questo articolo) possono essere attaccate dalla ticchiolatura. È buona cosa quindi prendersi cura delle piante, controllandole anche giornalmente prima di ritrovarsi nel giro di poco tempo in una situazione difficile da controllare.

 

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La ticchiolatura. Tutto ciò che c’è da sapere per salvaguardare le nostre piante. ultima modifica: 2017-09-28T14:22:49+00:00 da Nicole

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