La produzione italiana di ortaggi è una delle più floride al mondo, complice il successo del Made in Italy che consente alla nostra industria agroalimentare di esportare ortaggi di qualità con denominazioni importanti.
Chi decide di ampliare la propria rete di vendita a livello internazionale deve però tener conto non solo della legislazione vigente nel nostro paese, ma anche di quella del paese estero in cui intendiamo esportare il nostro prodotto e delle regole sanitarie di entrambi i lati.
Vediamo più approfonditamente cosa dobbiamo considerare per poter esportare ortaggi all’estero.
Indice
Esportare ortaggi all’estero: da dove iniziare

Nella grande distribuzione
Innanzitutto è indispensabile capire dove puoi esportare i tuoi prodotti e in quale mercato potresti riscontrare più successo, partendo intanto da un solo paese.
In molti pensano che tentare una distribuzione più ampia possa dare più possibilità di riuscire in questa nuova impresa commerciale, ma effettivamente si potrebbe andare incontro all’effetto opposto, non seguendo bene la distribuzione e finendo per sprecare risorse.
Dove puoi reperire informazioni per valutare la probabilità che l’inserimento in un altro stato vada a buon fine?
Chi ti può dare notizie più accurate sono direttamente gli esportatori e le catene della grande distribuzione. Il loro mercato è già sviluppato a livello internazionale, e hanno uno sguardo più ampio su ciò che accade nei paesi stranieri, sui gusti e sulle preferenze, nonché sulla disponibilità dei venditori locali a promuovere il tuo prodotto e metterlo sugli scaffali.


