“Vinca Pervinca“, come questo fiore venne chiamato dal Pascoli nella sua poesia “Il cuore del cipresso”.
Non del tutto nota è l’origine del suo nome, forse per la capacità che ha di ancorarsi, “vincere“, al terreno, o da “vincus”, flessibile, sempre nello stesso idioma, probabilmente per la sottigliezza del fusto.
Pervinca è la denominazione comune, Vinca è il suo nome scientifico (Linneo, 1753).
Vinca minor e Vinca major sono le specie più diffuse delle 7 conosciute, tra l’altro anche molto simili tra loro, nonostante la sottile differenza, per occhi ben allenati, da cercare nelle dimensioni delle foglie e dei fiori.
La Vinca minor è una pianta esteticamente piacevole, tipica del sottobosco (si sviluppa e cresce fregiandosi dell’ombra dei più grandi), piena di fiori dai colori più disparati.

Ideale per siepi e cespugli, coltivata in vasi (meglio se ampi) come ornamento per abbellire il giardino.
Indice
Pervinca: tassonomia
La Vinca minor (Linneo, 1753) è una pianta perenne ed erbacea dal portamento sia eretto che strisciante.
Fonti di tipo botanico collocano la sua origine in Madagascar, in Europa è stata introdotta e notevolmente diffusa.
- Ordine: Gentianales
- Famiglia: Apocynaceae
- Genere: Vica
La sempreverde Pervinca mantiene le foglie anche nei periodi più freddi dell’anno. Crescono lungo tutto il fusto, una alternata all’altra, ovali di forma e verde scuro lucido nel colore.
Fusto, un rizoma per gli esperti, un fusto modificato per chi non è dell’ambiente, permette alla Pervinca di misurare altezze di 60 cm per il fusto sterile (quello che porta solo foglie), 30 cm sono le altezze dei fusti fertili, con foglie e fiori.

I fiori non hanno profumo e sono imbutiformi, bizzarri ma simpatici.


