Colture redditizie – il bambù gigante

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Il bambù in oriente è considerato una tra le risorse del territorio più importanti sia dal punto di vista alimentare, che per l’utilizzo del resistentissimo legno in migliaia di impieghi diversi che vanno dall’edilizia al tessile.

Nella sola Cina ci sono più di 9 milioni di ettari coltivati ed il giro d’affari mondiale sulla pianta supera i 50 miliardi di euro all’anno.

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Nel 2014 alcuni imprenditori italiani hanno avviato la nostra filiera basandosi sull’idea che in una svolta mondiale sulla sostenibilità dei materiali e su quella alimentare, questa pianta giocherà un ruolo primario.

Ad oggi il ciclo parte dal vivaio italiano che produce le piante madri e si conclude con una SpA che garantisce il ritiro della produzione erogando un anticipo sui futuri conferimenti per poi distribuire il prodotto sulle varie filiere alimentari ed industriali.

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Ambiente ideale per il bambù

Delle 1500 specie di bambù esistente, il mercato italiano si sta concentrando sulla Phyllostachys pubescens, una specie gigante (di cui abbiamo già parlato in questo articolo) in grado di raggiungere i 25 metri di altezza, che offre un buon compromesso tra la qualità del legno e quella del germoglio, rendendola quindi collocabile sia sul mercato alimentare che su quello delle materie prime industriali.